Politica

Ma la Capitale riceve meno soldi pubblici di Milano

Al primo posto Palermo. Seguita però da Trieste e Venezia

Fortuna che è finita la fase di Roma ladrona, i terroni e compagnia andante. Altrimenti Salvini e i suoi avrebbero dovuto fare i conti con alcuni numeri forniti da Openpolis, portale che si occupa di analizzare dati e produttività delle pubbliche amministrazioni. Openpolis ha messo in fila i quindici comuni più popolosi d’Italia, classificandone la quota di contributi pubblici (provenienti da Stato, Regioni o altri Enti) ricevuti per ciascun cittadino. E ne esce fuori una mezza sorpresa. Contrariamente alla vulgata paleoleghista (ma non solo), “da Roma in giù” non è detto che, in termini assoluti, le città costino alla macchina pubblica più del resto del Paese. Va bene, la classifica di contributi pro capite ricevuti vede al primo posto Palermo, con 714,77 euro. Ma già al secondo posto troviamo la perla mitteleuropea Trieste, con 605,97 euro. Terzo gradino del podio per Venezia, con 544 euro. Altra chicca, Roma batte Milano. Il capoluogo lombardo, infatti, è settimo con 412,51 euro, la Capitale ottava con 313, 68 euro, sfiorando i cento euro in meno. E Napoli? Giù giù nella classifica, addirittura terzultima con 140,47 euro a beneficio «virtuale» di ogni cittadino. La città che riceve meno contributi è Firenze, con 124,03. In questo caso, almeno da sindaco, Renzi può vantare pienamente un primato, visto che la tabella di Openpolis è calcolata sul 2012 (ultimo anno di rilevazione), quando l’attuale premier indossava ancora la fascia tricolore. Penultima città, comunque, è Torino con 134,01 euro. Calcolando una media totale, gli abitanti delle 15 città più popolose hanno ricevuto 348,99 euro pro capite. E considerando questo valore si può facilmente raffrontare la virtuosità del capoluogo toscano da un lato e, dall’altro, lo sbilanciamento di quello siciliano. Andando ad individuare la media per macroaree, però, è il Nord ad ottenere una performance migliore del Sud. Escludendo Roma e Firenze, da considerare per consuetudine “centro”, nelle città settentrionali si ha una media di contributi pro-capite di 315,46 euro, a fronte di 481,48 delle città del Sud. Per andare ancor più del dettaglio, però, occorre considerare l’altro indice, sempre elaborato da Openpolis (riferito anch’esso al 2012), e incentrato sulla cosiddetta «dipendenza». Cioè il dato ricavato calcolando quanto le entrate generate dai trasferimenti e contributi statali incidono sul bilancio comunale. La classifica è stata elaborata sempre su tutte le principali 15 città. Il podio vede tutte città siciliane. Prima arriva Messina. Dove, come spiega Openpolis, «sul totale delle entrate dell’amministrazione i soldi che provengono dallo Stato sono il 40,97%». Poi Palermo (37,55%) e Catania (25,72%). Quarta Roma con il 10,5%, seguita da Venezia 9,2% e Napoli (5,19%). Ultima, con una bassissima percentuale di dipendenza, appena l’1,57% è Firenze. A onor del vero, va considerato anche l’impegno profuso per abbassare il tasso di dipendenza. E qui il derby Nord-Sud si ribalta di nuovo. Considerando la forbice 2011-2012, si nota come le tre città che presentano una peggiore cifra assoluta (Messina, Palermo e Catania), sono quelle che hanno avuto il maggior tasso di abbassamento di dipendenza. In poche parole, buone intenzioni. In leggero calo anche la Verona governata da Flavio Tosi. Mentre la crescita di dipendenza si registra a Torino e, in misura maggiore, a Venezia. Tutte le altre, tra cui Roma, Milano e Napoli sono invece sostanzialmente stabili.

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