Non sarebbero i Radicali senza quel misto tra ascesi gandhiana e irruenza pannelliana. Non sarebbero i Radicali senza certe virate rumorose, decise con una battuta buttata là, come nulla fosse, dal leader-padre nobile-vecchio leone, imbevendo di quotidianità ciò che è epocale. Tra una parolaccia, uno strillo e un colpo di tosse. Anche quando quella virata è l’accusa lanciata addosso ad Emma Bonino di una sorta di incompatibilità con il partito. Non sarebbero i Radicali, inoltre, senza quei misteri che vanno oltre ogni logica umana. La dimostrazione è in quei rifiuti incontrati nel tentativo di far commentare lo scontro Bonino-Pannella a chi ha incrociato la propria esperienza politica con l’epica di via di Torre Argentina. Pochi, pochissimi, parlano. I più rifiutano il pur minimo parere. Dice «no grazie», corredando con uno scherzoso «per carità», Francesco Rutelli, che dei Radicali fu giovane segretario e deputato. Non parla in proposito neanche Roberto Giachetti, attualmente vice Presidente della Camera ma che mosse i primi passi politici proprio nella sfera pannelliana. «Di questa storia – afferma - so quanto voi». Declina anche Daniele Capezzone, per lungo tempo cuore da attivista e mente programmatica del partito radicale, ora animatore di idee nei Conservatori di Raffaele Fitto. Elio Vito, berlusconiano di indubbia fede da circa un ventennio, prima ancora fu Radicale, portandone le insegne al Consiglio Comunale di Napoli (fine anni ’80) e poi alla Camera (1992 e 1994). Anche lui, non commenta. E si limita a sottolineare di essere «molto affezionato» sia a Marco Pannella che a Emma Bonino. Impossibile smuovere anche Benedetto Della Vedova, oggi Sottosegretario agli Esteri. Liberale di scuola bocconiana, è stato eurodeputato radicale dal ’99 al 2004. Contattato via sms, non risponde. C’è però anche chi acconsente, e dà una chiave di lettura a questo scontro, senza risentimenti o prese di posizione. Marco Taradash, anche lui più volte eletto con i Radicali, spiega che quello tra Marco Pannella ed Emma Bonino è un dissenso come «molti altri ce ne sono stati, nella storia dei radicali, e con diversi protagonisti. Però c’è un differenza: mentre altre volte si metteva in discussione una linea politica, oppure la stessa leadership interna, ora siamo in un piano completamente diverso. Pannella contesta ad Emma Bonino il modo con cui fa politica. Per questo non credo si arriverà ad un divorzio». Niente rottura anche secondo Francesca Scopelliti. Compagna di vita di Enzo Tortora, combatté al suo fianco la battaglia di vita e di libertà che fu condivisa dal Partito Radicale di allora. «Ho rivisto di recente sia Marco che Emma - racconta - Sono sempre due grandi personaggi. Credo che quello di questi giorni sia uno scontro tra giganti. D’altronde, loro due sono come le traversine in un binario, destinate a rimanere insieme pur non incontrandosi mai». Reagisce divertito, invece, Mauro Mellini, che fu tra i fondatori del Partito Radicale. «È una cosa di cui parlo malvolentieri», dice, ma la risata di là della cornetta fa capire che non è poi tanto vero. «Sa – fa notare - il Partito Radicale ha smesso da tempo di fare delle battaglie politiche, quindi tutto questo non ha nulla a che fare con la politica». E poi racconta: «Io fui cacciato da Pannella quando mi opposi alla sua idea di Partito Radicale Transnazionale. Lui è fatto così, tuttavia ha delle grandi intuizioni politiche, meriti che gli vanno riconosciuti». Insomma, se l’Italia è sempre quella di Guelfi e Ghibellini, tra Pannella e la Bonino nessuno sceglie nessuno. O meglio, tutti scelgono entrambi. Evidentemente è anche per questo che esistono i Radicali.
Emma-Marco, la lite che gli ex evitano
Nessuno tra i vecchi esponenti del partito vuole commentare lo scontro. Rutelli:"Per carità" LEGGI ANCHE Intanto Bonino si accasa alla corte del prof Letta
