Politica

Alfano: la cricca condizionava il Comune

Il 7 agosto la relazione del Viminale in Cdm. Non verrà proposto lo scioglimento per mafia

Archiviato il varo della terza giunta Marino, in Campidoglio e a Palazzo Chigi non si parla d’altro. Gli ultimi dieci giorni di attività politica prima della pausa estiva saranno monopolizzati dal dibattito sulla relazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano su Mafia Capitale. Il responsabile del Viminale non si sbottona («Su questo argomento non voglio rilasciare dichiarazioni»), ma la sua intenzione è quella di portare a Palazzo Chigi il documento il 7 agosto quand’è convocato l’ultimo Consiglio dei ministri prima delle vacanze. Alfano ne parlerà in questi giorni col premier Matteo Renzi, definendo modalità e tempi. Ma il Corriere della Sera anticipa i contenuti della relazione del Viminale. Secondo il quotidiano di via Solferino, Alfano porrebbe l’accento su «fatti gravissimi» che il sindaco di Roma Ignazio Marino «ha sottovalutato». Il ministro non proporrà al governo lo scioglimento del Comune per mafia - lasciando però che il Cdm sia libero di cedere diversamente - ma starà attento a coniugare due esigenze: la ragion di Stato che impone che Roma non venga travolta dall’ennesimo scandalo alla vigilia del Giubileo e la necessità di non spuntare l’arma dello scioglimento generando un precedente pericoloso. Per il Viminale il livello di condizionamento del Campidoglio è altissimo. Alfano fa una crasi tra le conclusioni della Commissione d’accesso e quelle del prefetto Gabrielli definendo l’amministrazione capitolina pesantemente condizionata da Buzzi e Carminati. Una situazione molto grave non solo con Alemanno ma anche con Marino, soprattutto per quanto riguarda i mancati controlli in settori nevralgici. Il chirurgo «non si è reso conto di quanto stava accadendo in Campidoglio» o «ha sottovalutato il problema e le conseguenze degli affidamenti degli appalti». Il Viminale poi concorda con Pignatone sul fatto che i tentativi di Marino di sottrarsi all’influenza di Mafia Capitale siano stati «pochi e di scarsa efficacia». In ogni caso, Alfano non proporrà lo scioglimento per mafia e lascerà che la decisione - sia politica che tecnica - venga presa collegialmente dal Cdm. Per il sindaco Marino però è una bordata in piena regola. «Non ho nulla da rispondere - replica il chirurgo Dem - Posso dire che l’atto che abbiamo firmato (il protocollo con l’Anac ndr.) è in continuità con l’attività che stiamo conducendo da più di un anno e mezzo col presidente Cantone e le altre istituzioni, in totale discontinuità con il passato e con Alemanno. Siamo il primo Comune che firma un protocollo di questo tipo, Roma è un esempio al quale tutti gli altri Comuni d’Italia potranno fare riferimento». Ma le grane per Marino non finiscono qui. L’Oref, organo dei revisori dei conti del Campidoglio, si è preso un giorno in più per effettuare valutazioni e stilare giudizi sull’assestamento di bilancio. La valutazione - che probabilmente boccerà la ricapitalizzazione Atac da 40 milioni - arriverà solo domani, rendendo vana la seduta di oggi dell’Assemblea Capitolina. Sarà molto difficile approvare il bilancio d’assestamento entro venerdì sera. Anche perché dalle opposizioni piovono oltre 25mila emendamenti.

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