Politica

Quattro nuovi assessori, nessuno romano e due col doppio incarico

Ma per il Pd che fece dimettere Marta Leonori non è un problema

Nasce il Marino-ter. Ecco la nuova giunta di Roma Quattro nuovi assessori, nessuno romano e due col doppio incarico Ma per il Pd che fece dimettere Marta Leonori non è un problema n Quattro nuovi assessori. Nessuno di loro è romano. Due sono a mezzo servizio, nel senso che per loro - Marco Causi e Stefano Esposito - quello di assessore è un secondo lavoro. Entrambi hanno il doppio incarico. Causi è deputato, Esposito senatore, nonché commissario del Pd a Ostia. Riusciranno a coniugare i due ruoli? L’opposizione è convinta di no. Il sindaco Marino ovviamente di sì. Entrambi hanno già garantito che svolgeranno il ruolo di assessore senza percepire alcun compenso. Ma in Campidoglio è polemica. Primo: perché rinunciare all’emolumento più basso, quello da assessore, anziché a quello ben più ricco da parlamentare? Secondo: perché per Marta Leonori, due anni fa, valse il divieto del doppio incarico e per loro no? Nell’estate 2013 c’era da risolvere il caso di Marco Di Stefano, rimasto fuori da Montecitorio dopo le primarie. Le pressioni per far dimettere la Leonori furono enormi e alla fine Di Stefano le subentrò alla Camera. Oggi questo problema non c’è più. Morale: per la Leonori niente doppio incarico, per Causi ed Esposito sì, nonostante le assicurazioni fatte da Marino a inizio consiliatura. Forse - si maligna nel Pd - perché in caso di dimissioni obbligatorie i due neoassessori non avrebbero mai accettato di entrare in giunta. «Non ho intenzione di rinunciare in questa fase al mio lavoro di parlamentare - spiega il neovicesindaco Causi - perché conto di seguire l’evoluzione del tavolo interistituzionale e i rapporti con il governo e credo che stando in Parlamento queste tematiche si possano seguire con più forza. Ho già spiegato di aver rinunciato al mio emolumento al comune». Esposito invece lascerà l’incarico di vicepresidente di commissione, ma non quello di senatore perché stare in Parlamento «significa aiutare Roma». Non valeva anche per la Lenori. E non valeva anche per Mauro Cutrufo - vicesindaco della giunta Alemanno e senatore - Maurizio Leo - deputato e assessore al Bilancio di Alemanno - e Alfredo Antoniozzi? Eppure all’epoca il Pd si scagliò contro gli assessori di centrodestra col doppioincarico. Tra i più duriera Athos De Luca, che parlava di «tipico esempio di casta». Oggi De Luca, consigliere comunale Pd, tace. «Tre assessori al bilancio, capi di gabinetto dimissionari, tre rimasti di giunta. Non c’è fine alle figuracce», diceva invece Marco Miccoli, ex segretario del Pd di Roma e oggi deputato, dopo quasi quattro anni di giunta Alemanno. Marino ha fatto altrettanto, ma ha impiegato la metà del tempo, solo due anni. Il Pd cambia opinione in fretta.

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