Politica

Cento avverte il sindaco e i Democratici:"Valuteremo ogni volta punto su punto"

Intervista al segretario di Sel

Paolo Cento, una vita da ambientalista con il pugno alzato, sembrava per essere uscito dalla politica per dedicarsi alla radio, sua grande passione. E invece il suo partito, Sel, lo ha richiamato di corsa in campo, per gestire il ruolo di coordinatore romano in un momento delicatissimo. È l’ex deputato, infatti, che sta portando avanti il braccio di ferro con Ignazio Marino, fino all’uscita dei vendoliani dalla maggioranza.     Cento, il sindaco dice che continua a considerarvi parte di un progetto comune. Che impressione le fa la nuova giunta? «Marino mette in campo una squadra e una giunta al di sotto delle necessità di cambiamento di questa città. Lo fa sotto dettatura del Partito democratico, commettendo un errore anche per se stesso. Si consegna a un partito che in questi due anni a volte è stato anche contrario a questo sindaco. La città ha bisogno di molto di più».     Sì, ma come vi comporterete in Assemblea Capitolina? «Tecnicamente faremo una valutazione punto per punto. Rimaniamo al servizio di Roma, sulle cose utili per la città. Per il resto, invece, non ci saremo».     Quindi, state all’opposizione? «Noi ci sentiamo al servizio della città. Abbiamo avuto il mandato dai nostri elettori di governare la città e ci sentiamo impegnati per questo. È evidente che se Marino e questa giunta non portano a uno scatto, allora ci porteremo all’opposizione».     Prima la polemica dell’assessore Alfonso Sabella per i trascorsi del G8 e di Bolzaneto, ora anche Stefano Esposito, l’assessore a favore della Tav: ve lo fanno apposta? «Ma noi non giudichiamo gli assessori per queste cose. La squadra complessiva è molto debole ed ha bisogno di molto tempo per conoscere Roma. Esposito invece chiede 90 giorni di tempo per conoscere la situazione, e la nostra città non si può permettere altri tre mesi di caos nei trasporti».     Non è che Sel soffre la stretta di questa amministrazione sulle occupazioni abusive? «La legalità in questo momento è un valore assoluto e principio sacrosanto. No, le lotte sociali e le contraddizioni vanno affrontate tenendo insieme la necessità di dare risposte amministrative generali e non particolari. Ma la legalità è lo strumento con cui si controllano i poteri forti, non le lotte sociali».     Cosa farete nei municipi? «Noi difendiamo l’autonomia dei municipi, dunque non facciamo alcun richiamo rispetto ai nostri amministratori. Certo, le delibere comunali, nel loro passaggio in municipio, saranno trattate da delibere comunali».

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