Politica

Crocetta ha 90 ragioni per resistere

Dalla prossima legislatura "solo" 70 consiglieri. E nessuno all’Ars vuole perdere il posto LEGGI ANCHE Le faide e l'intreccio di interessi dietro il "giallo" dell'intercettazione

Qui, in Sicilia, di mettere fine alla legislatura non se ne parla. O meglio, se ne parla tanto ma nessuno ha intenzione - realmente - di mandare a casa Rosario Crocetta. D’altronde, come la politica insegna, è duro abbandonare la poltrona. Tranne per il deputato dell’Ars, Fabrizio Ferrandelli, che ha sbattuto la porta al suo partito, il Pd, e s’è dimesso dal parlamento siciliano. «Non rientro nella casa del Grande Fratello - ha detto il giovane renziano -. Sono loro che devono uscire. Mie dimissioni irrevocabili». Poteva essere un assist per tutti gli altri 24 deputati Democratici che in questi giorni si sono sgolati nel chiedere a gran voce le dimissioni del governatore della Sicilia. Ma così non è andata. I Dem non intendono lasciare gli scranni. Non solo. Una nota del partito di Renzi faceva sapere, dopo l’annuncio delle dimissioni del compagno, che il Pd all’Assemblea regionale siciliana «è contrario alle dimissioni di Fabrizio Ferrandelli», e il capogruppo, Antonello Cracolici, chiedeva all’aula di esprimersi con un «voto di accettazione», e «di respingerle». Voto che, in ogni caso, non è vincolante. Tuttavia, come da copione, l’Ars ha respinto le dimissioni. Ma in barba a tutti, Ferrandelli da ieri non è più deputato regionale. Per far dimettere un governatore in Sicilia, basta che 46 deputati su 90 votino la sua sfiducia. Il che vuol dire che se realmente il Pd volesse togliere la spina a Crocetta basterebbe mettere i suoi 24 voti a disposizione dell’opposizione che, ovviamente non fa altro che scalpitare. Ma il partito di Renzi, sembrerebbe aver sotterrato l’ascia da guerra. Il segretario Dem in Sicilia - che oggi dovrebbe incontrare Matteo Renzi - sembra tracciare un nuovo corso. «Colgo un messaggio di novità nelle recenti dichiarazioni di Crocetta che apre al voto anticipato - dice Fausto Raciti - se questo sarà possibile bene, se no vedremo». Ma avverte: nell’Isola si andrà al voto «quando avremo una proposta politica di cambiamento per la Sicilia contro i populisti e il ritorno del centrodestra». Bando ai buoni propositi, il Pd in Giunta continua la sua azione di governo. Il neo assessore alla Salute, il deputato Dem, Baldo Gucciardi, ha avviato nuove assunzione alla Sanità: «Entro il 30 novembre le Aziende sanitarie e ospedaliere dovranno avviare i concorsi per il reclutamento del personale». Sviluppo e lavoro in uno scenario che vede un altro assessore del governo Crocetta dimettersi. Si tratta della titolare alle Attività produttive, Linda Vancheri, espressione di Confindustria, che starebbe lasciando la Giunta per andare a lavorare a Roma. Un addio concordato e che non avrebbe motivazioni politiche, fanno sapere fonti governative. Frattanto, il «caso-Tutino» tiene ancora banco. Il pg della Cassazione Pasquale Ciccolo ha chiesto una relazione al procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato sulla vicenda della presunta intercettazione che riguarderebbe Crocetta e il suo medico. Lo scopo è verificare se ci siano «profili di competenza» dello stesso Ciccolo. Mentre slitta a martedì prossimo la decisione del Comitato di presidenza del Csm sulla richiesta del laico di FI Pierantonio Zanettin di aprire una pratica sulla vicenda della presunta intercettazione. Infine, un altro annuncio shock del governatore: «Non mi sono suicidato perché è intervenuto un procuratore perbene, Lo Voi, uno che si batte per la verità, uno apolitico. Lo ringrazio». «Oggi sarei un uomo morto - conclude - infangato e forse tra qualche anno si sarebbe scoperto che avevano assassinato un uomo innocente».

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