Politica

Crescono i 5 Stelle. E due italiani su tre non credono al premier

Lega Nord e Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale restano stabili sulle loro posizioni. Arretra Forza Italia

Sarà la morsa insopportabile di caldo che assedia la penisola, o forse il clima vacanziero di questo luglio inoltrato, ma lo scenario politico italiano sembra assolutamente stazionario. Questo, almeno, è quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche per «Il Tempo», che registra poche variazioni rispetto ai risultati della scorsa settimana. Non tutto, però, è rimasto immobile nella calura. Matteo Renzi, per esempio, continua a veder scendere la fiducia degli italiani nei suoi confronti. Fiducia che scivola indietro di un altro punto percentuale, passando dal 35% al 34%. Si tratta di un dato significativo, perché certifica il completamento di un trend che dura ormai da qualche mese: la progressiva perdita di appeal del premier nei confronti dell’elettorato esterno al suo partito di riferimento. Con il Pd al 33,6% (-0,1% rispetto all’ultimo sondaggio Datamedia) nelle intenzioni di voto, infatti, il «surplus» di consenso garantito fino a oggi dal presidente del Consiglio sembra ormai essere completamente evaporato. Vedremo, nei prossimi giorni, se la nuova offensiva di Renzi sulla riforma del fisco riuscirà a invertire la tendenza. Intanto, però, perde colpi anche il suo maggiore alleato di governo, Area Popolare (Ncd+Udc), che scende dal 2,7% al 2,6%. Se la maggioranza piange, dalle parti dell’opposizione (con una sola, vistosa eccezione), non c’è troppo da ridere. Lega Nord e Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale restano stabili sulle loro posizioni, confermandosi rispettivamente al 15,5% e al 4%. Forza Italia, invece, arretra ancora e perde un paio di punti decimali. L’11,8% fatto registrare questa settimana dagli azzurri rappresenta l’ennesimo record negativo per la creatura di Silvio Berlusconi. Un punto decimale lo perde anche Sinistra Ecologia e Libertà, che passa dal 3,9% al 3,8%. L’eccezione a cui facevamo riferimento è incarnata dal Movimento Cinque Stelle, che sale dal 22,9% al 23,3% (+0,4%). E supera ormai nettamente il risultato (21,1%) ottenuto alle Europee dello scorso anno, avvicinandosi sempre di più all’exploit (25,5%) delle Politiche 2013. Andrea Mancia n Sarà la morsa insopportabile di caldo che assedia la penisola, o forse il clima vacanziero di questo luglio inoltrato, ma lo scenario politico italiano sembra assolutamente stazionario. Questo, almeno, è quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche per «Il Tempo», che registra poche variazioni rispetto ai risultati della scorsa settimana. Non tutto, però, è rimasto immobile nella calura. Matteo Renzi, per esempio, continua a veder scendere la fiducia degli italiani nei suoi confronti. Fiducia che scivola indietro di un altro punto percentuale, passando dal 35% al 34%. Si tratta di un dato significativo, perché certifica il completamento di un trend che dura ormai da qualche mese: la progressiva perdita di appeal del premier nei confronti dell’elettorato esterno al suo partito di riferimento. Con il Pd al 33,6% (-0,1% rispetto all’ultimo sondaggio Datamedia) nelle intenzioni di voto, infatti, il «surplus» di consenso garantito fino a oggi dal presidente del Consiglio sembra ormai essere completamente evaporato. Vedremo, nei prossimi giorni, se la nuova offensiva di Renzi sulla riforma del fisco riuscirà a invertire la tendenza. Intanto, però, perde colpi anche il suo maggiore alleato di governo, Area Popolare (Ncd+Udc), che scende dal 2,7% al 2,6%. Se la maggioranza piange, dalle parti dell’opposizione (con una sola, vistosa eccezione), non c’è troppo da ridere. Lega Nord e Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale restano stabili sulle loro posizioni, confermandosi rispettivamente al 15,5% e al 4%. Forza Italia, invece, arretra ancora e perde un paio di punti decimali. L’11,8% fatto registrare questa settimana dagli azzurri rappresenta l’ennesimo record negativo per la creatura di Silvio Berlusconi. Un punto decimale lo perde anche Sinistra Ecologia e Libertà, che passa dal 3,9% al 3,8%. L’eccezione a cui facevamo riferimento è incarnata dal Movimento Cinque Stelle, che sale dal 22,9% al 23,3% (+0,4%). E supera ormai nettamente il risultato (21,1%) ottenuto alle Europee dello scorso anno, avvicinandosi sempre di più all’exploit (25,5%) delle Politiche 2013.

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