Politica

Boom di scommesse illegali on line

In Campania e Lazio il maggior numero di violazioni penali

«La criminalità infiltrata nei settori delle slot e delle scommesse?». «Non esiste certo da oggi. Quando il gioco non era legalizzato le mafie la facevano da padrone ed oggi, per aggirare i divieti, sfruttano spesso i prestanome. Ma stiamo intensificando i controlli. E lo stiamo facendo anche su alcuni soggetti esteri che operano in Italia senza autorizzazione». Quelle che possono sembrare frasi di grande attualità, risalgono invece a più di un anno fa ed a pronunciarle fu Luigi Magistro, l’allora vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a cui spetta il compito di gestire il mercato del gioco in Italia. Questa è la prova che quanto accaduto ieri, con la Guardia di Finanza impegnata nell’operazione Gambling, è una strategia di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, nel settore del gioco, che parte da lontano. Lo scorso anno nel segmento delle scommesse sono stati effettuati controlli in 4.738 esercizi, dato in crescita del 16% rispetto al 2013. Ben 547 le violazioni penali e 496 le persone denunciate. L’imposta accertata ha raggiunto un valore complessivo di 18 milioni di euro, mentre le sanzioni tributarie hanno sfiorato i 6 milioni di euro. In Campania e Lazio i poco invidiabili primati, rispettivamente, di maggior numero di esercizi controllati e di violazioni penali. Ed ovviamente anche il gioco on line ha fatto registrare numeri importanti per quanto riguarda il contrasto al gioco illegale. Nel 2014 sono stati 5.204 i siti di gioco non autorizzati inseriti nella "black list" dei Monopoli di Stato e quindi interdetti ai giocatori italiani. Da segnalare che però questo "blocco" non ha scoraggiato gli appassionati visto che lo scorso anno sono stati oltre 700 milioni i tentativi di accesso ai siti della black list. Sembrerebbe che tutto proceda quindi nel verso giusto, ma la realtà è un’altra. A fronte di circa 5.000 agenzie di scommesse provviste di regolare concessione statale, ci sono altri 4.000 punti che raccolgono gioco in assenza di titoli autorizzativi rilasciati dallo stato italiano. Bisogna comunque fare dei distinguo perché di questa rete parallela fanno parte operatori con licenze di altri paesi esteri (cosa che ha creato non pochi imbarazzi all’Italia che è stata costretta più volte a fare i conti con la giustizia europea) ma anche personaggi con unna fedina penale quantomeno imbarazzante. Insomma una rete parallela sia per impatto sul territorio, sia per volume d’affari. Le scommesse sportive sono un mercato che vale oltre 4 miliardi di euro all’anno, 1,5 dei quali frutto delle giocate effettuate via web. E nel 2015 questi numeri potrebbero aumentare visto che nei primi 6 mesi - ricorda l’agenzia specializzata Agimeg - le scommesse on line hanno già superato i 1.300 milioni di raccolta.

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