Politica

La scissione di Verdini non rovina la cena a Silvio

Il Cav riunisce i parlamentari in un ristorante romano L’ex coordinatore ritarda la nascita del suo gruppo

Una cena con i deputati e una con i senatori. Un modo per salutare la pattuglia parlamentare azzurra prima della pausa estiva dei lavori delle Camere ma anche, e soprattutto, per rassicurare chi teme che la nascita dell’«Altra Italia», il movimento civico che dovrebbe affiancare il partito, significhi un progressivo svuotamento di Forza Italia. È questo il senso delle due cene organizzate da Silvio Berlusconi, la prima delle quali - con i deputati - si è tenuta ieri in un ristorante di Roma, al Testaccio, mentre stasera sarà la volta dei senatori. «Forza Italia sarà il lievito per la nascita dell’Altra Italia che non si riconosce nella sinistra», ha detto Berlusconi spiegando il preogramma del nuovo organismo: «Meno tasse, meno Stato e meno Europa, più sicurezza, più aiuto a chi ha bisogno e una giustizia più giusta. Perché il partito non morirà mai, io sono il presidente di Forza Italia e morirò presidente di Forza Italia». L’ex premier, che ha ribadito la fiducia a Maria Rosaria Rossi, è tornato a criticare chi è fuoriuscito dal partito: «Ora - ha spiegato - professionisti della politica non ce ne sono più. Mettiamoci in moto per convincere le persone che non votano perché convinti che il loro voto non conti nulla. Voglio fare un giro d'Italia andando in tutte le province». Ma a tenere banco nelle ultime ore è soprattutto la scissione dei verdiniani che, tuttavia, quasi per non «turbare» le cerimonie berlusconiane, sembrerebbe aver subìto un nuovo rinvio. A determinare il rallentamento dell’operazione, oltre alle mancate certezze sui numeri che darebbero, al Senato, undici adesioni certe e due-tre in dubbio, anche la decisione del governo di spostare a settembre l’iter delle riforme. E così i senatori verdiniani potrebbero venire allo scoperto solo dopo l’estate. In quel modo, la creazione di un gruppo autonomo, che dovrebbe chiamarsi Azione o Alleanza Liberale, coinciderebbe con il rinnovo dei vertici delle commissioni di Palazzo Madama, un passaggio che per Montecitorio è andato in scena ieri non senza una coda di polemiche. I verdiniani non sono intenzionati, almeno formalmente, a passare in maggioranza, ma è chiaro che un soccorso al governo in una fase molto difficile potrebbe essere ricompensato con un ruolo chiave in qualche ufficio di presidenza. Proprio per fare il punto su questi diversi aspetti i vari senatori che potrebbero aderire al progetto di Verdini dovrebbero incontrarsi oggi, anche se resta l’incognita legata proprio alla cena di Berlusconi con gli esponenti di Palazzo Madama. Come si comporteranno gli scissionisti?In quanto alla Camera, sarebbero otto i potenziali verdiniani, un numero che verrebbe considerato comunque troppo esiguo per compiere il grande passo. Soltanto se si riuscisse ad arrivare a dieci, a quel punto si potrebbe decidere di dar vita ad una componente nel Gruppo Misto.Tutte valutazioni che continuano ad essere oggetto di continui contatti, tenendo presente venerdì 31 luglio come deadline ipotizzata per compiere il grande passo. Potrebbe arrivare l’accelerazione prevista da alcuni osservatori, ma più probabilmente potrebbe slittare a settembre.

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