Politica

Tosi: "Con me rinasce la vera Lega"

L’ex sindaco di Verona oggi presenta a Roma il suo partito e sfida Salvini: "Recupererò le istanze federaliste. Mi seguono imprenditori e amministratori"

Ricostruire il Paese «abbattendo la burocrazia e rilanciando il grande assente: il federalismo». Flavio Tosi, sindaco di Verona ed ex di primo piano della Lega, presenta oggi a Roma il suo movimento partendo proprio dalle radici «della Lega che ho conosciuto e che non c’è più», per andare oggi nel mare aperto di un centrodestra «da ricostruire». Proprio su questo - anticipa a Il Tempo - nessuna preclusione: a Berlusconi, Meloni, Fitto e Salvini dice che «per stabilire la leadership ci vogliono le primarie. Ma per battere Renzi occorre abbandonare la demagogia».     Tosi, che cosa nasce oggi? «Un movimento di centrodestra basato sul pragmatismo e sul buonsenso. Proprio ciò che manca oggi in Italia».     Ci dà qualche indizio sul nome e sulle caratteristiche? «Sarà senz’altro incentrato sul "Fare"... E sarà composto da tanti leghisti che mi hanno seguito ma anche da tantissimi amministratori di centrodestra».     Sarà un movimento a trazione Veneto? «No. Il modello è la lista civica nazionale: a Roma, ad esempio, abbiamo un’interlocuzione importante con il movimento identitario Patriae. Ma non solo politici: abbiamo coinvolto anche imprenditori di alto livello».     Un movimento per gli imprenditori? «Ci rivolgiamo soprattutto a quel mondo. Perché oggi, a parte chi è renziano, è decisamente orfano di rappresentanza: o Renzi da una parte o il "no euro" dall’altra. È l’anomalia italiana: il centrosinistra c'è, il centrodestra governativo no».     In che senso? «La posizione prevalente oggi è quella populista di Salvini, che non è certo forza di governo in chiave nazionale».     Non la pensa così Silvio Berlusconi... «L’occasione di ricostruire il centrodestra l’ha persa proprio lui. È un leader politico però ha deciso di fare il gregario di Salvini. Potrebbe essere ancora oggi un catalizzatore, e dovrebbe assumersi l’onere di rimettere assieme tutti, ma da gregario».     Come mai si è parlato in questi giorni di alcuni dei suoi senatori interessati a fornire una sorta di stampella per Renzi? «Se volevamo fare la stampella a Renzi, di proposte, non da lui, ne sono arrivate più di qualcuna. Ma la mia storia politica testimonia benissimo che gli accordi sottobanco non mi rappresentano. È il fuoco amico che ha ventilato queste illazioni».     Raffaele Fitto ha appena presentato il suo movimento. Le vostre coordinate sembrano simili. Perché non state insieme? «Fitto ha dimostrato di saper governare. Con lui si può provare di certo a ricostruire il centrodestra. L’importante per noi sarà unirsi al momento delle elezioni. Per il momento ognuno coltiva i suoi territori e le sue specificità».     Con il suo partito che cosa si candida a fare? «Lotta alla burocrazia in tutte le sue forme e rilancio del federalismo, cancellato dall’agenda politica ma che secondo me resta una necessità assoluta».     E sull'immigrazione? «Occorre evitare di essere l’attracco di tutto il Nord Africa. E poi, per chi arriva, o si gestiscono le espulsioni di chi non ha diritto, strumento che in Italia non si utilizza più, o si fa in modo - come proponiamo - che con il permesso di soggiorno temporaneo umanitario gli immigrati possano circolare liberamente e quindi "attraversare" l’Italia verso altri Paesi e non gravare sulle tasche dei cittadini».     Salvini in Europa sta con la Le Pen. Fitto con Cameron. Berlusconi con il Ppe. Tosi a chi guarda? «Stringerei accordi con chi accetta di dare all’Italia una veste da protagonista. Sicuramente non con forze populiste, perché protestare e basta non serve a nulla. Guardo con interesse allo schieramento che sta tra i Conservatori e i Popolari: ma lo guardo con concretezza. Senza "adesioni"».     L’euro è interesse nazionale? «Se noi fossimo stati fuori fin dall’inizio sarebbe stata la cosa migliore, come l’Inghilterra. Detto ciò uno dei motivi della mia rottura con Salvini è stato proprio l’euro. Io sostengo che bisogna rinegoziare tutti i trattati di natura monetaria che ci sono in Europa perché l’Italia si è presa delle colossali fregature. Questo è il rapporto che ci deve essere rispetto all’euro: ormai si sta dentro ma si modificano gli attuali rapporti di forza».     Renzi per lei è un avversario? «Sì. Con lui il debito pubblico è aumentato, così come la spesa pubblica e il centralismo. Esattamente il contrario di quello che farei io».     E Matteo Salvini? «Quando ci sarà di costruire il centrodestra dovremo esserci tutti. Non si può costruire con i veti reciproci altrimenti vince Renzi. Ma lui sa bene che le posizioni demagogiche portano voti, ma non la vittoria per il governo».

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