«La sentenza della Cassazione va nella direzione di una proposta di Legge che presentai alla Camera nel 2006. In cui chiedevo che fosse rispettato ogni percorso individuale di profondo convincimento sulla propria identità sessuale. Al di là dell’intervento chirurgico». A parlare è Vladimir Luxuria, già parlamentare e da sempre attivista dei diritti LGTB. Non si rischia però di svilire il concetto di identità sessuale? «No, si rispetta il libero arbitrio di una persona. Ci sono tante persone che decidono di poter vivere in armonia il proprio corpo, o per come ci è dato dalla natura, oppure applicando delle trasformazioni che possono arrivare fino a una certa fase. C’è chi magari non può operarsi perché non potrebbe sopportare, per motivi fisici, un’anestesia totale. Un’altra persona invece magari non vuole operarsi». Pare far capolino, nella sentenza della Cassazione, l’ideologia gender. «L’ideologia gender non esiste. Noi non intendiamo fare proseliti. Parlare di transessualità non cambia la psicologia evolutiva di un bambino. Perché si nasce persone transgender, non ci si diventa. Bisogna fare i conti con la realtà. Il principio è che non tutti coloro che nascono maschi diventano uomini e quelli che nascono femmine diventano donne. Piuttosto, questa sentenza rimedia al fatto che i parlamentari non hanno mai affrontato l’argomento. I giudici, al contrario, non possono eludere il problema». Non si rischia una supplenza della magistratura sulla politica? «Effettivamente sì». È democrazia, questa? «Io credo che tutti i fenomeni debbano essere regolamentati e riconosciuti. Credo che se la politica non lo fa, è chiaro che poi di volta in volta debbano pensarci i giudici. Questa sua riflessione credo debba servire a svegliare alcuni parlamentari. Si dice sempre che la giustizia è lenta, ma in questo caso è lenta la politica».
Luxuria: "Rispettare il libero arbitrio di ognuno"
Intervista all'ex parlamentare
