Politica

Tajani: "Bene il Cav Lanciamo nuovi volti"

L'intervista al vicepresidente del Parlamento europeo:"Faide e correnti? Non interessano a nessuno"

«Recuperare la nostra identità di partito per recuperare l’area del non voto che è composta dai tanti delusi da Renzi». Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento europeo, ha convocato per oggi a Roma un incontro con gli eurodeputati di Forza Italia che si innesta nella road map sostenuta da Berlusconi in vista di un autunno politicamente caldo. «Parleremo di come cambiare politica europea dopo la Grecia - spiega - di come uscire dall’austerità e liberare le energie per tutelare in Italia ed Europa i ceti produttivi, di come ridurre la burocrazia e lanciare la flat tax».     Così si lancia la sfida al governo? «Sì. Con proposte concrete anche sul contrasto all’immigrazione clandestina. Il problema non si risolve né con le ruspe né con le cariche della polizia ai cittadini. Bisogna fare come suggerisce Berlusconi: ospitare i migranti in grandi aree attrezzate e sicure alla Fiera di Roma e Milano, e da lì verificare chi ha diritto e tutelare le minoranze, come i cristiani in Siria uccisi in nome della fede».     Che cosa ne pensa della proposta shock di Matteo Renzi? «Renzi ha trasformato l’Italia in uno dei Paesi più "tassati" del mondo. Se scopre adesso che bisogna abbassare le tasse è positivo. Però tra il dire e il fare...».     Sembra il programma di Forza Italia. «Se Renzi su questo punto dice che abbiamo ragione, alza le mani e ammette di aver sbagliato, non possiamo che prenderne atto. Detto ciò aspettiamo le sue proposte. Le porti in Parlamento e noi voteremo tutto ciò che riduce il fardello fiscale su cittadini, case e imprese. Speriamo che non accada però come ha fatto con i debiti della Pa con le imprese. Aveva detto, appena arrivato, che entro la festa San Matteo avrebbe pagato. Non si capisce però di quale anno».     Come vede l'idea dell’«Altra Italia» lanciata da Berlusconi? «È un progetto per vincere le elezioni nel 2018. Chiamiamolo come vogliamo, a me piace che ricalchi l’idea dei "Repubblicani": un modello, quello americano, che ho studiato di persona. Ossia facce nuove e contenuti radicati con i quali si possono vincere le elezioni. E queste, lo ricordo, si vincono al centro. Con quell’elettorato moderato che non possiamo assolutamente lasciare al Pd: perché questo elettorato rischia di essere "usato" per fare politiche di sinistra».     Il «centro» è un po’ ingolfato però tra Fitto, Verdini e Alfano. «Tutte persone elette con Forza Italia. Non mi sembra che stiano andando con loro gli elettori. Le scissioni, del resto, non hanno mai pagato storicamente. Ai cittadini non piace vedere eletti che se ne vanno dal partito con il quale sono stati eletti con il tradimento del mandato fiduciario».     In Forza Italia, però, in questi giorni si sta parlando di crisi nel «cerchio magico». È un tema che non mi ha mai appassionato. Conosco Berlusconi da decenni: non è un personaggio che si fa condizionare da deputati, senatori e così via. Non credo nelle correnti, tantomeno nei feudi personali. La gente vuole unità da un partito come il nostro. La mia corrente si chiama Forza Italia».     Le elezioni si vinceranno con l’asse Salvini-Berlusconi? «Assolutamente. Avere un rapporto costruttivo con la Lega, di alleanza come facciamo in importanti regioni del Nord, è fondamentale. Solo che l’alleanza non può essere guidata dalla Lega, con i suoi temi. A partire dall’euro dico. Il candidato premier deve essere un moderato proprio perché non possiamo lasciare l’area del non-voto appannaggio, domani, di Renzi».

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