Matteo Renzi rilancia. Dopo aver annunciato la riduzione per le tasse, il presidente del Consiglio propone un vero e proprio patto agli italiani. Non sarà il contratto che Silvio Berlusconi firmò da Bruno Vespa, ma poco ci manca. Anche se, più che agli italiani, il premier sembra proporre il patto alla minoranza del proprio partito, il Pd. «È un patto che propongo agli italiani: se le riforme vanno avanti saremo in condizione di abbassare di 50 miliardi in 5 anni le tasse agli italiani - dice infatti Renzi al Tg2 - Lo abbiamo sempre detto, se finalmente il Parlamento fa le riforme, e io credo che ce la farà, per gli italiani si libera la possibilità di pagare meno». «La possibilità di farcela e' evidente dopo tanti anni di immobilismo - aggunge il premier - È un messaggio forte che rivolgiamo agli italiani. Per anni i politici hanno detto "vi tassiamo, vi tassiamo, vi tassiamo". Noi, invece, abbiamo cominciato a restituire i soldi. Abbiamo iniziato con gli 80 euro. Se le riforme andranno avanti, nel 2016 via tutte le tasse sulla prima casa, nel 2017 via buona parte dell’Ires, nel 2018 scaglioni Irpef e pensioni. Basta con l’essere il Paese dei piagnistei». Renzi, insomma, si berlusconizza sempre di più. Infatti alle opposizioni, soprattutto al centrodestra, dice: «Se ce la facciamo, e ce la faremo, io penso che le opposizioni dovrebbero essere felici se vogliono bene all’Italia», perché «se ce la facciamo, ce la fa lèItalia. Allora smettiamo di fare polemiche». Allo scetticismo Renzi risponde così: «Le opposizioni dicono sempre questo. Mettiamola in questo modo, senza le solite polemiche politiche: siamo a luglio, facciamo riposare un po’ gli italiani dalle continue polemiche della politica...». Berlusconi ha già sfidato il premier dicendosi pronto a votare i provvedimenti di riduzione della pressione fiscale se il governo le presenterà. La minoranza Dem però mugugna. Per Alfredo D’Attorre, che molti danno in uscita dal Pd, Renzi è «sempre più come Berlusconi». Una tesi condivisa da uno che il Nazareno l’ha già abbandonato: Pippo Civati. Sarà però difficile alla sinistra del Pd sottrarsi al patto proposto da Renzi: i numeri per tagliare le tasse il premier in Parlamento li troverebbe tranquillamente. Quindi tanto vale adeguarsi, andare avanti con le riforme costituzionali e strappare qualche modifica al ddl Boschi, come ad esempio quel Senato elettivo divenuto un cavallo di battaglia per la minoranza Dem e ampie frange dell’opposizione e che consentirebbe di modificare nuovamente l’Italicum. Anche se molti temono che dietro l’annuncio di Renzi non ci sia solo la volontà di tirare la volata al Pd per le comunali del prossimo anno, ma la tentazione di strappare e prepararsi al voto politico. Ipotesi al momento remota. Anche perché Renzi spiega di aver fatto bene i conti e ridurre le tasse per 50 miliardi è possibile: «È un piano che stiamo studiando da almeno sei mesi. La possibilità di farcela è evidente. I numeri per portare a casa questo risultato, continuando ad abbassare il debito, ci sono, a condizione che il Parlamento continui a lavorare con intensità».
Renzi: "Patto con gli italiani". Come Silvio
Il premier imita il Cav anche sulle tasse e avverte la minoranza: "Tagli solo dopo le riforme" LEGGI ANCHE Berlusconi crocifisso per le stesse promesse - Matteo incassa subito tre stop
