falsa partenza

Ruffini, gaffe sull’Inps: “Avvisi chi ha diritti”. La risposta: “Lo facciamo da tempo”

Scivolata dell’ex capo delle Entrate sui bonus che non arriverebbero ai beneficiari. Il consigliere Vitale non ci sta: garantire prestazioni a tutti è già modello di lavoro

Non è partito con il piede giusto, Ernesto Maria Ruffini, fondatore con l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli del partito Più uno. Ruffini, esperto conoscitore del deep state e delle sue logiche ha, con maniere da elefante in una cristalleria, attaccato l’Inps e la gestione delle sue prestazioni a favore dei cittadini più fragili. Che spesso non sanno di averne diritto. L’istituto di previdenza sociale, però, pare non abbia gradito e risposto per le rime. “Accogliamo con favore che il tema dei diritti inespressi sia al centro del dibattito pubblico. Ma è utile ricordare che il modello proattivo non è un’ipotesi da costruire: per l’Inps è già una linea di lavoro concreta, frutto di scelte precise della governance dell’Istituto” ha detto in una nota Fabio Vitale, consigliere di amministrazione dell’Inps, intervenendo sul tema dell’accesso alle prestazioni da parte dei cittadini che ne avrebbero diritto.

Risposta secca alle prese di posizione dell’ex capo delle Entrate che aveva detto nel corso dell’assemblea fondativa di Più uno che “se dai dati pubblici a disposizione dello Stato risulta che puoi avere diritto a un aiuto, lo Stato ti deve avvisare e ti aiuta. Facciamo una sorta di pre-compilata dei diritti di ciascuno”. Questo perché ha aggiunto: “Sono troppi gli aiuti che non arrivano a chi ne avrebbe diritto perché non sa che li può chiedere o non sa come farlo o non riesce. Eppure spesso lo Stato ha già tutte le informazioni. Allora cambiamo la regola”. Parole che hanno forse infiammato la platea ma che hanno provocato la precisazione dell’istituto di via Ciro il Grande. L’Inps, ha spiegato che, quello che chiede Ruffini, “lo fa già per alcune prestazioni. Quello che oggi è eccezione deve diventare regola”.

“In questi anni – ha proseguito Vitale – l’istituto ha raccolto e tradotto in azione amministrativa le indicazioni del governo, in particolare dei ministri Roccella e Calderone, che hanno voluto incorporare il riconoscimento dei diritti inespressi già nella fase di costruzione delle misure. Non si tratta di correggere a valle le difficoltà di accesso, ma di progettare prestazioni che vadano incontro alle persone fin dall’origine”. E come se non fosse bastato Vitale ha fatto anche l’esempio evidente: quello delle politiche a sostegno della genitorialità. “Il percorso che va dall’assegno unico e universale al bonus nuovi nati – ha sottolineato il consigliere – dimostra come semplificazione, continuità dell’erogazione e utilizzo intelligente del patrimonio informativo pubblico possano ridurre la distanza tra il diritto e il suo effettivo esercizio”. “Su questa strada – ha concluso Vitale – l’Inps intende proseguire con determinazione, rafforzando l’integrazione dei dati, la comunicazione diretta con i cittadini e la capacità di intercettare i bisogni prima che diventino esclusione. La proattività non è uno slogan: è un metodo di governo del welfare che l’Inps ha già fatto proprio”. Non proprio un buon esordio per Ruffini.

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