Politica

Castelli: «È solo un fanfarone che ha tradito noi sindaci»

Il sindaco di Ascoli Piceno e responsabile della finanza locale dell’Anci (l’associazione dei comuni d’Italia) critica le promesse di Renzi

«Renzi che ha usato la retorica del sindaco d’Italia per arrivare a palazzo Chigi, dicendo che dalle città sarebbe partito il riscatto del Paese, in realtà ha tradito i Comuni. Non c’è da stupirsi se questo atteggiamento gli ha alienato gran parte del sostegno dei sindaci». Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e responsabile della finanza locale dell’Anci (l’associazione dei comuni d’Italia) critica senza peli sulla lingua Renzi. Il taglio della tassa sulla prima casa vi preoccupa? Temete che Renzi vi giri il conto? «Ben venga il taglio delle tasse ma non può essere pagato dai Comuni. Il mancato gettito da 3,5 miliardi andrà compensato. E la soluzione non può essere l’aumento dell’imposta sugli immobili diversi dalla prima casa costringendoci a mettere le mani in tasca ai cittadini e alle imprese e penalizzando l’edilizia. Finora Renzi ha creato non pochi problemi ai sindaci, ci ha tradito. Nel 2015 c’è stato il punto di caduta dei tagli e il malumore dei Comuni è al massimo». In che modo il premier vi ha tradito? «La legge di Stabilità del 2015 ha stabilito a nostro carico un taglio di 1,2 miliardi che si è accompagnato a un ulteriore taglio di 300 milioni perchè Renzi ci ha girato parte del conto del bonus degli 80 euro. Letta era stato molto meno feroce nei confronti dei Comuni e questo ha creato non poco sconcerto. Anche l’operazione sulle Province ha creato difficoltà al sistema delle autonomie perchè bloccando la loro attività, ha costretto i Comuni a farsi carico di una serie di funzioni». Come andrebbe compensato il minor gettito dall’abolizione della Tasi sulla prima casa? «Si potrebbe destinare tutto il gettito dell’Imu sugli immobili di categoria D, cioè capannoni, alberghi e strutture produttive, interamente ai Comuni. Ora l’imposta va in parte allo Stato. Si tratta di 4,2 miliardi». Ma nelle amministrazioni comunali non ci sono sprechi da eliminare? «Di fronte alla grande crisi, i Comuni hanno fatto i compiti a casa. E i dati lo dimostrano. Gli 8 mila comuni hanno un indebitamento netto prossimo allo zero, di 46 milioni. In cinque anni c’è stata una contrazione della spesa corrente e di quella per investimenti del 38%. I Comuni non producono stress sul piano dei conti pubblici». Il centrodestra dubita della capacità di Renzi di mantener fede alle promesse. «Il centrodestra deve saper rilanciare sull’azione di Renzi. Se è vero che rischia di essere solo un annunciatore la sfida del centrodetsra è di indicare i tagli alla spesa che possano sostenere la riduzione delle imposte. Il premier si è meritata la nomina di fanfarone ma ora spetta al centrodestra sfidarlo su quei temi che da sempre gli appartengono. L’importante è che ora non ci venga a dire che dobbiamo tagliare il grasso della spesa perchè noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Piuttosto è nella spesa centrale dello Stato che c’è ancora molto grasso da tagliare». La riforma del catasto non rischia di far aumentare il peso delle imposte sugli immobili? «Prina che si completi la revisione di tutti gli estimi catastali che sono alla base della tassazione, passeranno almeno cinque anni. Nella legge delega c’è scritto che la riforma va fatta a invarianza di gettito ma è un impegno che dificilmente potrà essere mantenuto».

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