Politica

Il giallo di Crocetta a parti invertite

E se a creare il "caso intercettazione" fossero stati i quotidiani di destra? Titoli sulla macchina del fango, direttori sotto inchiesta e sit-in a Capalbio

La verità si coglie meglio se si immaginano i fatti dall’angolazione opposta. Quindi proviamo, per gioco e fantasia, a raccontare cosa sarebbe accaduto se lo scoop della presunta, smentita e controrilanciata telefonata tra Crocetta e Tutino fosse stato fatto da una testata di area opposta, tipo Il Giornale di Berlusconi. Dunque la domanda, dopo il rimpallo tra il direttore Sallusti e il Procuratore Lo Voi che smentisce, è: l’intercettazione esiste? Chi ha ragione? Nessuno, al momento, lo sa. Ma intanto si è capito chi ha torto: Sallusti. Che le fantomatiche intercettazioni non le tira fuori. Almeno così sentenzia il tribunale di Capalbio, dove l’intellighenzia de sinistra abbevera al sole la propria coscienza evoluta. Sotto l’ombrellone spuntano copie di Repubblica con titolone in prima: «Riaccesa la macchina del fango». Amarcord della trincea degli anni ruggenti del berlusconismo. Tra un’intervista a Dino Boffo («Rivedo i miei fantasmi») e dieci, nuove domande. Stavolta a Vittorio Feltri. Roba tipo: «La verificabilità dei fatti è sacrificabile sull’altare del sensazionalismo mercificato?». Dà man forte la rediviva Unità , sparando in prima le foto dei «principali nemici» (della macchina del fango) colpiti, con una «X» sopra: Fassino, Sircana, Boffo, Fini e, appunto, Crocetta. Le reti all-news mandano in rullo la conferenze stampa dell’Anm, che chiede un’«iniezione etica in certo giornalismo». E proprio di questo si occupa l’Ordine dei Giornalisti che convoca Sallusti avviando un’indagine interna per violazioni deontologiche. Sull’argomento si concentra anche da un’interrogazione parlamentare del Pd. Al subbuglio, nonostante il caldo torrido, non rimangono indifferenti le piazze. Il Movimento Agenda Rossa si ritrova a Milano, per un sit in a via Negri, sede del Giornale. Nasce il «Calm», Comitato Autonomo Lotta alla Mafia, a opera di studenti che lanciano la campagna «invia un’arancia siciliana a Sallusti e Berlusconi», dove la metafora dell’agrume simboleggia la galera a direttore ed editore del Giornale . Si muove anche il mondo intellettuale, con la «Staffetta della Verità», che prende il via sulle spiagge della riviera adriatica. Dove nomi «impegnati», da Michele Placido a Margherita Buy, da Lella Costa a Silvio Orlando si esibiscono in una riduzione recitata delle conversazioni intercettate tra Berlusconi e Dell’Utri su Vittorio Mangano e dintorni. Nel frattempo, riparte anche Sabina Guzzanti col docu-film «La trattativa». E su Facebook spopola una pagina satirica, «i titoli del Giornale », riguardanti surreali intercettazioni del passato: Giuda che whatsappa alle guardie dove arrestare Gesù; Bruto che organizza al telefono con Cassio l’attentato a Cesare; sms hard tra Paolo e Francesca. Ecco, questo, forse sarebbe accaduto. Fanfare, ghigliottine e gogne. Il contrario della cautela pelosa di questi giorni, nel reale mondo imbambolato della sinistra che non sa più che pesci pigliare.

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