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«Roulette russa a mio padre per sapere dov’era l’incasso»

Vittorio Contarina, presidente di Federfarma, titolare di una farmacia a Torrevecchia, sa cosa significa subire una rapina. In quattro anni ne ha subite 28, due addirittura durante la stessa...

Vittorio Contarina, presidente di Federfarma, titolare di una farmacia a Torrevecchia, sa cosa significa subire una rapina. In quattro anni ne ha subite 28, due addirittura durante la stessa giornata, alcune particolarmente violente. Per tutelarsi dalle continue aggressioni ha deciso di stipulare un protocollo d'intesa con il Ministero dell'Interno, così da poter installare delle telecamere puntate direttamente sulla strada. L'unica cosa che chiede è la certezza della pena. Nel giro di qualche mese 200 farmacie attiveranno questo servizio. Purtroppo detiene un triste record di rapine. 28 in 4 anni, addirittura 4 rapine in 13 giorni e due in 2 ore. Questo è un quartiere difficile, ci sono realtà come Bastogi, il residence di emergenza abitativa, Primavalle. Le farmacie sono spesso sulle pagine di cronaca, come presidente di Federfarma, ha preso delle precauzioni? Abbiamo stipulato da poco un accordo con le forze dell'ordine attraverso un protocollo d'intesa, tramite un'azienda che si chiama Securshop che ci permette di mettere delle telecamere, a nostre spese, puntate sulla strada. Senza la convenzione non lo avremmo potuto fare per la privacy. Molte farmacie stanno aderendo. È un servizio che diamo a tutta la città. Questo è il nostro modo di difendere noi stessi e la cittadinanza dalle rapine sempre più frequenti. Questo protocollo riguarda solo la vostra categoria? Si. Però altre categorie possono fare altrettanto. Le farmacie sono il bersaglio preferito dai rapinatori. Bisogna aiutare le forze dell'ordine e questo è un metodo fondamentale. È necessaria la certezza della pena. Ne ha subite di particolarmente violente? Personalmente ho vissuto un'esperienza terribile. È successo a mio padre. È venuto in farmacia per acquistare delle medicine e si è trovato nel bel mezzo di una rapina. I delinquenti credevano che fosse un farmacista e gli hanno fatto il gioco della roulette russa per sapere dove era l'incasso. È stato terribile. Continuo a ripetere che la magistratura deve coadiuvare le forze dell'ordine. Non possono fare tutto da soli. Non si è lasciato scoraggiare, nonostante fosse stato preso di mira. Non mi sono abbattuto e ho reagito. Ho adottato questi sistemi di video sorveglianza e altre precauzioni. Le forze dell'ordine mi hanno sempre aiutato. Una volta un carabiniere di domenica ha fatto finta di essere il titolare della mia farmacia, sperando che venisse il rapinatore per coglierlo sul fatto. Il problema è che se li arrestano, poi i magistrati gli danno i domiciliari, e dopo due giorni sono di nuovo fuori. Carabinieri e Polizia lavorano molto e fanno il loro dovere, ma esiste il problema della certezza della pena in Italia, ed è tristemente noto. Le forze dell'ordine sono costrette ad arrestarli per non so quante volte fino a quando non succede quello che è successo in via dei Gracchi. Nel quartiere Prati ci sono farmacie che hanno subito delle rapine? A via Oslavia, dove il titolare è stato aggredito dal rapinatore con un pugno in pieno volto. A viale delle Milizie, a via Fabio Massimo. Sono frequenti le rapine in Prati, certo non come nella mia zona, ma ci sono anche lì. A Roma zone che prima erano considerate sicure adesso non lo sono più: è una cerchia che si restringe sempre di più.

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