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Cameron si tira fuori: da noi niente soldi

Il governo del Regno Unito si opporrà all’utilizzo del fondo di emergenza europeo per il salvataggio della Grecia e farà di tutto per evitare un contributo da parte di Londra pari a circa 1,4...

Il governo del Regno Unito si opporrà all’utilizzo del fondo di emergenza europeo per il salvataggio della Grecia e farà di tutto per evitare un contributo da parte di Londra pari a circa 1,4 miliardi di euro. A sostenerlo ieri è stato il cancelliere dello scacchiere (ministro dell’Economia) George Osborne, arrivando in mattinata a Bruxelles, dove stavano proseguendo i colloqui sulla delicata questione ellenica. Parlando con i giornalisti, Osborne ha detto: «Fatemi essere molto chiaro. La Gran Bretagna non è nell’euro, così l’idea che i contribuenti britannici debbano essere in prima linea per questo accordo greco non è assolutamente un buon punto di partenza. L’eurozona deve saldare il suo stesso conto». Le dichiarazioni di Osborne sono arrivate dopo alcune indiscrezioni secondo cui il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, avrebbe già chiesto al Regno Unito di contribuire al salvataggio di Atene. Ma dalle istituzioni continentali si prova a sminuire la posizione di Londra. L’uso dei fondi ancora detenuti dal meccanismo europeo di stabilità finanziaria (Efsm) istituito all'inizio della crisi del debito sovrano - viene fatto notare - non richiede l’unanimità dei 28 paesi Ue e il Regno Unito non ha quindi diritto di veto come ha invece lasciato intendere Londra. Secondo quanto si apprende a Bruxelles, infatti, per poter utilizzare quel denaro nell’ambito del prestito ponte per le prime esigenze finanziarie della Grecia, attualmente allo studio dei tecnici delle istituzioni Ue, basta una maggioranza qualificata rappresentata dall’unanimità dei paesi Euro più l’approvazione di 4 dei nove paesi Ue che non fanno parte dell’Eurozona. L’opposizione del Regno Unito - al quale si è rapidamente accodata la Polonia - è sicuramente un problema politico, precisano da Bruxelles, ma non basta a bloccare l’uso del fondo, la cui dotazione residua, dopo aver contribuito ai programmi di Irlanda e Portogallo, è di circa 13 miliardi. Intanto sull’intesa è tornato a esprimersi il presidente Usa Barack Obama: «È un passo positivo che può contribuire a sostenere il ritorno della crescita e della stabilità del debito in Grecia, anche se sarà necessario un ulteriore lavoro».

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