Flavio sta malissimo, non sappiamo quando si riprenderà dallo choc. È un ragazzo meraviglioso, ha fatto di tutto per salvare la mamma e il suo bambino: ha agito per una questione di sopravvivenza. Ha fatto quello che riteneva opportuno fare, in quell’ascensore faceva un caldo pazzesco. Ora è sedato, disperato, sconvolto. Voleva morire lui». Così il legale di Flavio Mezzanotte, l’avvocato Valentina Chianello, racconta il malessere e la disperazione del proprio assistito. Da possibile eroe ad accusato di omicidio colposo. Una tragedia nella tragedia quella del 33enne addetto di stazione Atac che giovedì pomeriggio è intervenuto alla stazione metro di Furio Camillo per provare a tirare fuori mamma Francesca e il piccolo Marco, rimasti chiusi nell’ascensore della stazione metro Furio Camillo. Un’operazione finita tragicamente, con il bimbo di soli 4 anni caduto nel vuoto e morto sul colpo. Uno choc enorme per Flavio, ora ricoverato all’ospedale San Giovanni. «Non avrebbe azzardato quella manovra se non ci fosse stato un reale pericolo», assicurano alcuni suoi amici e colleghi. Anche un suo ex capo garantisce per lui: «Troppo scrupoloso, preparato e colto per commettere errori del genere. C’é qualcosa che non sappiamo». Quello che è accaduto, le «accuse» piovutegli addosso nelle prime ore della tragedia, non scalfiscono il giudizio di chi conosce Flavio. Lui, operatore gentile con la passione per il giornalismo. Dopo la laurea magistrale a pieni voti in Scienze della Comunicazione a Tor Vergata, è diventato pubblicista nel maggio scorso, dopo essersi girato ogni week-end i campi di calcio di mezza Roma, inviato del Nuovo Corriere Laziale. «In due anni non ha saltato una domenica – raccontano alcuni suoi colleghi del settimanale – quando si è sposato, a gennaio scorso, è venuto di persona a chiedere un permesso per il viaggio di nozze. Sogna di scrivere per una grande testata, noi glielo auguriamo». Anche la moglie, Elisabetta, è una dipendente di Atac. Quando proviamo a contattare Flavio, sul cellulare, risponde lei, sconvolta: «Non abbiamo nulla da dire. Lasciateci in pace».
L’addetto alla sicurezza in ospedale: "È ancora sotto choc e sta malissimo"
Flavio Mezzanotte, 33 anni è stravolto e ha detto di voler morire
