«Quando si tratta di problemi che toccano la propria coscienza, la religiosità, è un discorso a parte, io ho fatto uso dell’articolo 67, ho pagato delle conseguenze, ma sono orgoglioso di averlo utilizzato», parola di Domenico Scilipoti, senatore di Forza Italia. Senatore Domenico Scilipoti, cosa pensa dei «cambi di casacca»? «Se un segretario di partito, di fronte ad argomenti delicati, lascia la libertà di scelta, non c’è alcun motivo di andarsene. La responsabilità non è solo da imputare a chi utilizza l’articolo 67, ma anche a coloro che sono ai vertici di un partito e non riescono a mandarlo avanti». Bisogna processare tutti quelli che hanno cambiato partito nell’ultimo periodo? «Io non l’ho cambiato nell’ultimo periodo, l’ho fatto nel 2010, sono passati cinque anni. È giusto che si facciano degli accertamenti per capire se chi ha usato l’articolo 67 lo ha fatto con nobile pensiero o no. È giusto fare indagini su tutti coloro che, negli ultimi dieci anni, lo hanno fatto. Sia per chi è andato da un’area di centrodestra a una di centro e centrosinistra, sia per coloro che dal centrosinistra e dal centro sono andati in posizioni diverse. È giusto che sia fatta chiarezza». E gli accertamenti nei suoi confronti? «Gli accertamenti sono stati fatti e li accolsi con grande serenità, perché sono tranquillo, tanto è vero che tutto è sfumato in una bolla di sapone. Io quello che ho fatto, l’ho fatto fortemente convinto ed è bene che vengano eseguiti degli accertamenti per non lasciare dubbi al popolo italiano». Se ci dovesse essere una proposta di legge che inibisce il cambio di partito? «Io sono per l’articolo 67. Il parlamentare risponde alla propria coscienza e al popolo italiano. Se no finiremmo in mano alle lobby, come negli Stati Uniti, dove i politici rappresentano questi gruppi e molte volte le leggi che vengono fatte non sono per la collettività. Spesso gli interessi delle lobby non coincidono con quelli dei cittadini». La sentenza Berlusconi? «La sentenza è stata esagerata, anche perché tutto quel teorema di far cadere il governo Prodi non c’è stato, le motivazioni sono state ben altre». È sempre giustificabile il cambio di partito? «Se ci dovesse essere una motivazione forte, negli interessi del Paese, è giustificabile, perché ogni parlamentare giura sulla costituzione e non sui partiti. Dovrebbe difendere prima il popolo e poi le lobby. Se invece nel comportamento del parlamentare non ci sono nobili motivazioni è da condannare. A chi fa scelte non nobili consiglio di occuparsi d’altro e non di politica. Io sono difensore dell’articolo 67, quando morirà le lobby si impadroniranno della nostra amata e bellissima Italia».
"La libertà di cambiare ci difende dalle lobby"
Parla Scilipoti l'ex esponente dell'Idv
