Politica

I duemila che ci costano 200 milioni all’anno

Alberto Di Majoa.dimajo@iltempo.it Sono quasi duemila e ci costano più di 200 milioni di euro all’anno tra vitalizi, assegni di reversibilità e rimborsi di viaggi. Ci hanno provato in tanti...

Sono quasi duemila e ci costano più di 200 milioni di euro all’anno tra vitalizi, assegni di reversibilità e rimborsi di viaggi. Ci hanno provato in tanti (almeno a parole) a ridurre gli assegni degli ex parlamentari ma non c’è stato niente da fare. La legge è cambiata nel 2012, per cui i deputati e i senatori della legislatura in corso non avranno diritto al vitalizio ma è una piccola consolazione perché pagheremo ancora per tutti gli altri. L’assegno varia rispetto al tempo trascorso nel Palazzo, oscilla comunque tra i 1.500 e i 7 mila euro netti al mese. C’è anche chi ha conquistato il vitalizio con pochi giorni di mandato. Addirittura soltanto uno nel caso di Luca Boneschi, che può ancora contare su 3.108 euro lordi al mese (1.733 netti). Era il 12 maggio 1982: il radicale Boneschi fu proclamato deputato. Entrava alla Camera al posto di un suo collega. Si dimise il giorno dopo. «Non intendo prendere possesso della carica di deputato» scrisse in una lettera al presidente della Camera. Allora le leggi prevedevano di dare il vitalizio anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura o di dimissioni, previo versamento di pochi contributi. Altri due esponenti del Partito Radicale hanno avuto l’assegno dopo una settimana passata in Parlamento: Angelo Pezzana e Piero Craveri. Poi ci sono gli altri duemila. Nel 2014 Montecitorio ha speso quasi 140 milioni di euro per pagare i vitalizi, compresi quelli di reversibilità. Il Senato è arrivato a 82 milioni e mezzo. Ma non è tutto. Gli ex hanno anche diritto al pagamento delle spese di trasporto, per cui, sempre nel 2014, la Camera ha speso 900 mila euro. La legge prevede che sia possibile accumulare più vitalizi: uno in quanto ex deputato o ex senatore e un altro come ex consigliere regionale o ex eurodeputato. Ovviamente il vitalizio si aggiunge alla pensione. Ci sono parecchi ex esponenti politici che ricevono, ogni mese, tre assegni. Nella scorsa legislatura i vitalizi sono stati cancellati anche dalle Regioni. Nel Lazio era possibile ottenerlo a 50 anni, con un solo mandato alle spalle: 3 mila euro al mese. Ma alcuni consiglieri sono arrivati anche a 7 mila grazie alle tre legislature passate alla Pisana. Nella Regione guidata dalla Polverini, tra l’altro, ai fini del vitalizio gli assessori (che non avevano diritto all’assegno) sono stati equiparati ai consiglieri. Dunque l’hanno conquistato. La legge prevede di sospendere l’assegno in caso di nuova elezione in Parlamento, a Bruxelles o nei Consigli regionali.

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