Politica

Sì all’arresto di Azzollini, per la Giunta non c’è persecuzione

I voti a favore sono stati quelli del Pd, del M5s e della Lega. Contro hanno votato Ncd, Forza Italia, Gal e il senatore socialista Enrico Buemi

Sono stati 13 i voti favorevoli e 7 quelli contrari a determinare il parere favorevole alla richiesta di arresto del senatore Antonio Azzollini non ravvisando, perché, come è stato più volte ribadito questo è il compito della Giunta, un fumus persecutionis. I voti a favore sono stati quelli del Pd, del M5s e della Lega. Contro hanno votato Ncd, Forza Italia, Gal e il senatore socialista Enrico Buemi, che al termine dei lavori della Giunta ha osservato: «Si è consumato l’ennesimo voto politico che non aveva più nessuna motivazione di attualità rispetto alla richiesta della misura cautelare e da cogliere sono gli imbarazzi e il silenzio dei colleghi che non si sono espressi e che però hanno dovuto votare per il provvedimento con la motivazione che non si poteva sollevare un conflitto di attribuzione con la magistratura». Da parte sua, il presidente della Giunta, Dario Stefano, che per prassi non prende parte alle votazioni, ha osservato: «Abbiamo espresso un punto di vista coerente all'attività della Giunta che non è un organo giurisdizionale». Parla di decisione gravissima Forza Italia, con il senatore Lucio Malan che critica la richiesta di misura cautelare: «Credo non si possa andare oltre all'irrazionalità e all'incostituzionalità di una richiesta di arresto». «Questa è una decisione gravissima - ribadisce - di autorizzare un arresto sulla base di una ordinanza che non sta in piedi rifiutando di rispondere a gravissimi interrogativi che vengono posti», dice ancora e si riferisce in particolare alla possibilità ventilata che il senatore Azzollini possa ancora influire sulla casa di cura Divina Provvidenza, che e' un ente commissariato, ed alla famosa frase riportata finita sui giornali e attribuita ad Azzollini da altri e «considerata - osserva Malan - tanto importante dall'accusa da essere riportata nel capo di imputazione». Parole in difesa erano state spese l’altro giorno da Paolo Tancredi, capogruppo Area Popolare in commissione Bilancio alla Camera: «In questo difficile momento della sua vicenda umana e politica voglio esprimere tutta la mia gratitudine ad Antonio Azzollini. Gratitudine perché è stato per me un maestro sulla finanza pubblica, ma anche per tutto quello che ha fatto per il nostro paese in questi anni difficili». «Antonio - ha aggiunto - ha lavorato instancabilmente senza mai interessarsi alla sua visibilità e sono sicuro che riuscirà ancora a fare molto appena avrà dimostrato l'assoluta infondatezza delle accuse che lo riguardano e che lo costringono oggi ad un gesto di responsabilità».

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