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Quell’accusa «debole» smontata perfino da Prodi

Un accusatore, l’ex parlamentare dell’Idv, Sergio De Gregorio, privo di credibilità e in grado di fornire solo versioni contrastanti e a scoppio ritardato; una ricostruzione dei fatti, quella messa...

Un accusatore, l’ex parlamentare dell’Idv, Sergio De Gregorio, privo di credibilità e in grado di fornire solo versioni contrastanti e a scoppio ritardato; una ricostruzione dei fatti, quella messa in campo dalla procura di Napoli, senza nessuna forza probatoria; un reato ipotizzato che nel caso specifico fa a pugni persino con la Costituzione italiana. La condanna di Silvio Berlusconi al processo sulla compravendita dei senatori, è forse la più incredibile di quelle subìte finora. Un processo debole, destinato a prescrizione certa ma portato ugualmente avanti per la succulenta “preda”, ha reso ufficiale di fronte agli italiani che sì, fra il 2006 e il 2008 De Gregorio ha ricevuto tre milioni di euro dal Cav per passare col centrodestra; e ancora sì, quando si è deciso a parlare, l’ex dipietrista lo ha fatto dopo aver sognato il padre che lo incitava a recarsi dai magistrati. Eppure i fatti, quelli certi, raccontano una verità diversa. In tribunale, ad esempio, il deputato di Forza Italia, Ignazio Abrignani, ha spiegato che De Gregorio si è rivolto al Pdl per avere dieci milioni di euro allo scopo di risanare i suoi debiti personali, promettendo che avrebbe trovato il modo di “vendicarsi” se la sua proposta fosse stata rifiutata. E quel prestito non fu concesso. Un testimone d’eccezione, Romano Prodi, ha rivelato come di passaggi di parlamentari da sinistra a destra non ne sentì parlare, che si trattava solo di “chiacchiere quotidiane” e che mai fu “informato di cose specifiche”. Quanto alla lettera indirizzata a Berlusconi da Lavitola, nella quale l’ex direttore dell’Unità, condannato come “intermediario” tra il Cav e De Gregorio, ha scritto di aver “comprato” l’ex senatore proprio per Berlusconi, è stato Lavitola stesso a disconoscerne la paternità. C’è poi la questione della “insindacabilità” dei voti espressi in parlamento da De Gregorio, che quando ha votato contro Prodi, come ha ricordato Niccolò Ghedini, legale del Cav, non era un funzionario pubblico ma un politico, e in quanto tale, secondo Costituzione, libero di votare senza nessun vincolo. D’altronde quello di De Gregorio, ex di Forza Italia, è stato un “ritorno a casa”, come ebbe a dire lui stesso. Nulla, insomma, era in grado di configurare il reato di corruzione, perché la relazione fra le scelte politiche e i voti di De Gregorio da una parte e le dazioni di denaro dall’altra, semplicemente non c’è, tanto che il passaggio dal centrosinistra al centrodestra è avvenuto quando De Gregorio è stato nominato presidente della commissione Difesa, e cioè in un momento in cui in ballo non c’era nessuna promessa di denaro. Non va poi dimenticato che De Gregorio ha iniziato a parlare coi magistrati a molti anni di distanza dai fatti ipotizzati e nel momento in cui era indagato per riciclaggio di denaro e favoreggiamento alla camorra. Inchieste di cui sostanzialmente non si sa più nulla. L’ex senatore è stato sentito la prima volta dai pm nel settembre del 2007, quando ha affermato di aver trovato un’intesa col Cav di natura politica che prevedeva 1 milione di euro di contributi al suo movimento. E quando gli inquirenti si sono messi alla ricerca di un collegamento fra i voti di De Gregorio contro la maggioranza e i soldi ricevuti, non hanno trovato nulla e l’indagine si è fermata. Solo nel 2012 De Gregorio è andato dai magistrati partenopei per “dichiarazioni spontanee” e per cambiare totalmente versione parlando di compravendita di senatori. Nel processo conclusosi ieri, l’ex parlamentare dell’Idv ha patteggiato. Circostanza che nell’arringa finale ha fatto dire a Ghedini che “De Gregorio è riuscito a ottenere un risultato straordinario: Lavitola in catene (per estorsione, ndr), per Berlusconi la richiesta del massimo della pena e lui ha patteggiato un anno e otto mesi, non ha risarcito niente e i processi contro di lui sono tutti fermi perché considerato vittima di usura”.

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