Anche gli Usa stanno partecipando con passo felpato alla trattativa per il salvataggio della Grecia. Non sono mancate in questi giorni le prese di posizione e le dichiarazioni a favore di un’intesa che non lasciasse il paese ellenico isolato e costretto a gettarsi nelle braccia di qualche salvatore interessato come la Russia in cerca di basi per la sua flotta nel Mediterraneo o della Cina che ambisce a crearsi un base logistica per i suoi prodotti nel porto del Pireo. Così anche ieri il presidente americano, Barack Obama ha preso il telefono e ha contattato il il premier greco Alexis Tsipras. Quest'ultimo - secondo quanto hanno riferito alcuni media internazionali - avrebbe aggiornato il leader Usa sulla situazione nel Paese ellenico e sulla richiesta di Atene ai partner. Obama avrebbe auspicato un buon esito delle trattative. Prima, lo stesso inquilino della Casa Bianca, ha chiamato l’altro protagonista della trattativa e cioè la Cancelliera tedesca Angela Merkel alla quale ha espresso una posizione analoga:La Grecia deve rimanere nell'Eurozona. Un invito che assomiglia molto a una moral suasion per evitare strappi geopolitici sul Mediterraneo, un’area di grande interesse strategico per gli Stati Uniti. Dalle coste mediterranee si controlla l’area nordafricana dalle quali sempre più si origina la minaccia Isis che, oltre a rappresentare uno sfregio ai valori e alla cultura occidentale, è un pericolo per gli interessi economici statunitensi legati alle rotte del petrolio. Lasciare la Grecia in balìa del suo destino, fuori dall’euro, significa perdere un pezzo di territorio che da millenni rappresenta il baluardo dell’occidente contro il mondo islamico. Lasciare la Grecia per Washington è un pessimo affare.
L’ombra Usa sulla trattativa
Anche gli Usa stanno partecipando con passo felpato alla trattativa per il salvataggio della Grecia
