A guardare gli ultimi sondaggi, c’è da definirli coraggiosi. Per tutti quei leader italiani che tra domani e domenica si recheranno ad Atene per sponsorizzare le ragioni del «no» al referendum, l’esito della consultazione potrebbe rivelarsi assai amaro se a trionfare dovesse essere il fronte filoeuropeista. Anche se, a ben guardare, i rischi maggiori li correrà il popolo greco comunque andrà a finire, e ai vari Fassina, Grillo o Vendola al massimo potrà toccare una pedata da qualche pensionato infuriato con chi cerca di recuperare visibilità sfruttando il dramma greco. A sorprendere, semmai, sono le ragioni di chi oggi accorre al capezzale di Atene. Sì, perché se Beppe Grillo, leader del MoVimento 5 Stelle, è in effetti da sempre un fervente critico della politica della Ue a trazione merkeliana, altrettanto non si può dire di quella sinistra che per la Cancelliera, all’epoca delle risatine alle spalle di Berlusconi, provava una vera a propria venerazione. Sarà curioso, insomma, vedere chi non ha mosso un dito per difendere la sovranità italiana, battersi ora il petto per i «compagni greci». Discende, questo comportamento, da due vizi antichi della sinistra. Da un lato, il doppiopesismo, che ieri si è manifestato anche su un’altra questione spinosa: quella legge Severino oggi «aggirata» per salvare il governatore campano Vincenzo De Luca e ieri «agitata» come un manganello per eliminare Berlusconi dalla politica. Dall’altro, l’eterna fascinazione per gli idoli esteri. In principio fu Tony Blair, poi toccò a Zapatero e infine ad Obama. Negli ultimi tempi, poi, l’esplosione dell’amore per Tsipras. Del quale, scorrendone le dichiarazioni, non si può che notare una certa somiglianza con il Berlusconi del 2010-2011. Entrambi se la prendono con l’austerità, entrambi fanno andare su tutte le furie Frau Merkel. Insomma, se una battaglia a favore dei più deboli e contro i più forti andava fatta, forse era meglio cominciare quattro-cinque anni fa. Quando i più deboli eravamo noi. Ma a volte guardare troppo lontano impedisce di vedere quello che accade sotto il naso.
Quella sinistra sull’Acropoli per fare campagna elettorale
A guardare gli ultimi sondaggi, c’è da definirli coraggiosi. Per tutti quei leader italiani che tra domani e domenica si recheranno ad Atene per sponsorizzare le ragioni del «no» al referendum, l’esi...
