La crisi greca arriva proprio nel momento in cui dopo una serie di segni negativi l’andamento del Pil è passato in positivo anche se di poco. Secondo il Documento di economia e finanza la crescita nel 2015 dovrebbe essere dello 0,7% e nel 2016 dell’1,4%. La ripresa è molto fragile e ancora non si è fatta sentire sul mercato del lavoro dove i dati della disoccupazione hanno un trend altalenante. Il governo comunque confidava nell’impatto positivo che le riforme potevano avere sui mercati consentendo quel risparmio sugli interessi del debito che è una vera boccata d’ossigeno per le casse delo Stato. Ora con questa situazione e l’incertezza che torna a dominare, con il rischio della speculazione, è dificile fare previsioni e il governo potrebbe essere costretto a rivedere tutti gli obiettivi. La preoccupazione del Tesoro non è tanto i dieci miliardi di prestiti diretti concessi da Atene quanto il riaccendersi della speculazione. La manovra economica per il prossimo anno parte già con il fardello di dover trovare 10 miliardi di euro attraverso la spending review, per evitare che dal primo gennaio scatti la clausola di salvaguardia che farebbe aumentare di due punti l’Iva. La sentenza della Consulta sul blocco delle pensioni ha costretto il governo a spendere 1,6 miliardi per coprire il buco. L’onere della sentenza sarà di 500 milioni l’anno. Nella legge di Stabilità occorre trovare anche i soldi per i nuovi contratti del pubblico impiego.
Ripresa più difficile In fumo il «tesoretto»
La crisi greca arriva proprio nel momento in cui dopo una serie di segni negativi l’andamento del Pil è passato in positivo anche se di poco. Secondo il Documento di economia e finanza la crescita...