La volatilità sarà la parola chiave della prossima settimana per i mercati finanziari e il rischio contagio – nell’ottica di un eventuale Grexit – vede Spagna, Portogallo e Italia in prima linea. L’eventuale uscita dall’area euro della Grecia provocherà sicuramente perdite per il sistema Italia anche se il saldo sarà possibile solo dopo un confronto con le autorità monetarie e della Commissione. Nessuno si aspetta di rivedere lo spread a quota 500 ma è fuori discussione che la crisi greca, non passerà indolore sul mercato dei titoli di Stato italiani. Il presidente della Bce Mario Draghi ha assicurato che accentuerà gli acquisti dei titoli di Stato dei paesi periferici ma una volta messa in dubbio l’irreversibilità dell’euro, le conseguenze sul sistema Paese si faranno sentire. Il rispetto dei vincoli di bilancio sarà più ferreo e eventuali deragliamenti saranno puniti dai mercati. Se si arriverà al Grexit le conseguenze saranno pesanti. Un aumento dello spread di 100 punti base per un Paese come il nostro che ha duemila miliardi di debito pubblico, vale 20 miliardi. Dal momento che ogni anno vengono rinnovati 3-400 miliardi di debito, fanno 3-4 miliardi in più di interessi. ma siccome i titoli si accumulano, la crescita degli interessi è esponenzile, e l’onere già dal secondo anno arriva a 5-6 miliardi. Dopo cinque anni si arriva a 20 miliardi. Sul debito pubblico pesa anche l’incognita della restituzione dei crediti alla Grecia. Circa 60 miliardi.
Paura per la speculazione Rischio aumento dei tassi
La volatilità sarà la parola chiave della prossima settimana per i mercati finanziari e il rischio contagio – nell’ottica di un eventuale Grexit – vede Spagna, Portogallo e Italia in prima linea. L’e...