L’addio al governo Crocetta potrebbe avvenire a giorni. C’è chi parla tra meno di quarant’otto ore. Di certo, Lucia Borsellino, ha scritto la parola fine su questa esperienza di governo iniziata nell’ottobre 2012. «Le ragioni che mi portarono tre anni fa ad accettare la proposta di Crocetta non le vedo più», chiosa la figlia del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 e che è alla guida dell’assessorato alla Salute. Una brutta gatta da pelare, quella della sanità isolana, per l’appunto, alimentata dalla metà del bilancio regionale e che in soldoni equivale a circa 13 miliardi di euro. Certo, gli scandali e gli arresti delle ultime ore scoppiati nel mondo dei camici bianchi hanno contribuito alla decisione della Borsellino, come lei stessa evidenzia: «La vicenda Tutino è un altro tassello di un mosaico che, al mio interno, si sta per completare». Matteo Tutino è il primario di Chirurgia plastica dell’Ospedale Villa Sofia di Palermo arrestato lunedì scorso per una serie di accuse che vanno dalla truffa, al falso, dal peculato all’abuso d’ufficio. Sul caso del primario finito in manette, l’assessore non si dà pace. E spiega di non essersi esposta «per evitare strumentalizzazioni che avrebbero fatto male alle stesse indagini». Tuttavia, «sono rimasta stupita dal fatto che il dottor Tutino, indagato da mesi, sia rimasto al suo posto finora». In altri termini, «come mai il procedimento disciplinare a carico del chirurgo non si è mai concluso?». Uno dei tanti misteri che avvolgono l’amministrazione sanitaria isolana. E non solo. Eppure la conosce bene la sanità, la Borsellino. Nel governo di Raffaele Lombardo (condannato in primo grado con rito abbreviato per concorso esterno in associazione mafiosa alla pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione) la figlia dell’ex magistrato era un alto dirigente dell’assessorato alla Salute guidato allora dall’ex magistrato Massimo Russo, poi datosi alla politica, ma senza successo. «Se Lucia Borsellino si dimette - commenta il presidente della commissione Salute del parlamento siciliano Pippo Digiacomo - la causa principale non è l’inchiesta che riguarda Villa Sofia, dove l’assessorato è stato il vero braccio operativo della magistratura. Se lei si dimette, è per altre ragioni. E non arriveranno oggi. Sarebbero un atto sbagliato: dobbiamo completare un programma di lavoro». Dopo l’assessore alla Funzione pubblica, Ettore Leotta, e quello all’Agricoltura, Nino Caleca, la figlia di Paolo Borsellino sarebbe il terzo componente della Giunta a lasciare il governatore Rosario Crocetta. Ma questa è un’altra storia.
Anche la Borsellino lascia la giunta Crocetta
Addio imminente dell'assessore alla Salute
