Sul problema dei migranti è arrivato il momento di chi la spara più grossa. In termini di soluzioni e soprattutto di numeri. Ultimo, dal punto di vista cronologico, è Izzeddin Elzir, presidente dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia, intervistato ieri da Klaus Davi per il programma «KlausCondicio» su YouTube. Izzedin Elzir vuole risolvere la questione in un batter d’occhio: così non ci pensiamo più. «Una parte delle case sfitte nel nostro Paese può andare ai migranti e una parte agli autoctoni» spiega il presidente Ucoii «Secondo alcune stime, le case sfitte nel sud Italia sono 700 mila, e nel Paese intero oltre tre milioni. Questo significa che gli spazi per accogliere i migranti ci sono: l' accoglienza fa parte del nostro dna». In linea di principio non fa una piega: ma come attuare questa soluzione? «Ci rivolgiamo ai comuni, ai prefetti per rendere disponibili queste case ai migranti ma anche agli italiani ovviamente. Bisogna evitare un clima di razzismo». Strano perché neanche un minuto prima aveva detto che «l’accoglienza fa parte del dna italico». E ora viene il bello perché queste abitazioni sfitte «potrebbero accogliere i 2 milioni di profughi che l'Italia è assolutamente in grado di ospitare, visto che Paesi come la Giordania o la Tunisia hanno fatto altrettanto». Neanche una bacchetta magica sarebbe in grado di sistemare due milioni di migranti in questo modo. Perché ammesso che ci siano tanti proprietari italiani di case sfitte interessati all’«affare» resta il mistero di chi paghi l’affitto. Chi stipula il contratto d’affitto, a chi vanno addebitate le utenze o la retta condominiale ecc. ecc. Se queste case sfitte sono di proprietà pubblica allora può fare da «intermediario» un’associazione no profit che s’accordi con Prefetture e Comuni. Che a loro volta possono avere pure trattato con privati che hanno mostrato interesse ad affitare le proprie case ai migranti. Un’ opzione che già si sta sperimentando nel nostro Paese ma con piccoli numeri. L’uso di appartamenti sfitti per ospitare piccoli gruppi di migranti, affidati alla gestione di cooperative sociali e mediatori culturali è già stata adottata nel Lecchese, a Padova e nel Trevigiano, in Irpinia ecc. L’idea sta solleticando anche alcuni sindaci sardi. Si ipotizza che i migranti che sbarcheranno nell’isola possano essere seimila. Il primo cittadino di Valledoria, Salvatore Terzitta fa un calcolo: «In Sardegna siamo un milione e mezzo di persone, che corrispondono a 4 migranti ogni 1000. Allora sulla base del dato 4 per 1000, distribuiamo i profughi nel territorio». Il sindaco di Valledoria pensa al patrimonio di case sfitte in tutta la Sardegna.«Diamole ai migranti. Inseriamoli in un contesto diverso, a piccoli gruppi, in un ambiente più familiare. Con il contributo dello Stato, 35 euro per ciascun ospite, i Comuni potrebbero sistemare alcune case disabitate, garantire vitto e alloggio e il supporto culturale per favorire una reale l’integrazione». Insomma basta ingrassare le cooperative sociali vincitrici degli appalti del servizio di assistenza, alloggio, assistenza sanitaria, vestiario periodico, nonché corsi di alfabetizzazione alla lingua italiana. Come si vede la realtà è sempre più complessa della teoria. E infatti il nome di Izzedin Elzir è quasi subito rimbalzato nei social e sui blog. Un coro di no e di proteste per quella scorpacciata di migranti da sistemare nelle case sfitte. «Prima vengono gli italiani, pardon gli autoctoni che non hanno casa» spiegano quelli che «l’accoglienza ce l’hanno nel dna». A buon intenditor...
«Mettiamo i migranti nelle case sfitte»
Proposta-choc di Izzeddin Elzir dell’Unione Comunità Islamiche d'Italia. Così vuole sistemare 2 milioni di profughi LA REAZIONE L'ira degli inquilini: "Idea assurda"
