Politica

Scuola, passa la fiducia con 159 sì, 112 no

Nessun astenuto. Quattro senatori del Pd non hanno partecipato al voto in segno di protesta

L'aula del Senato, con 159 sì, 112 no e nessun astenuto, ha approvato la fiducia chiesta dal governo sul ddl Buona Scuola che ora dovrà tornare alla Camera per la terza e definitiva lettura. Quattro senatori del Pd Corradino Mineo, Walter Tocci, Roberto Ruta e Felice Casson non hanno votato la fiducia, non partecipando al voto. Anche se su Casson non è chiaro se sia una assenza di protesta. Al momento del pronunciamento dell'esito del voto fischi e proteste da parte dell'opposizione.     Funerali M5S. Funerale per la scuola nell'aula di palazzo Madama dove, al termine della breve seduta mattutina, subito dopo l'annuncio della fiducia fatto dalla ministra Boschi, i senatori e le senatrici M5S hanno acceso dei lumini votivi in memoria della scuola, definitivamente "seppellita" dal disegno di legge del governo. I lumini rossi sono diventati una sorta di simbolo della protesta contro il ddl Buona Scuola, perché sono stati utilizzati dai docenti e dal personale scolastico nelle proteste che hanno accompagnato le contestazioni al provvedimento del governo.     Blitz al Miur. Le organizzazioni sindacali e l'Unione degli Studenti hanno organizzato una serie di blitz al Miur e in altri luoghi simbolo di Roma questa mattina presto, per avviare una nuova fase di lotte in difesa della scuola pubblica nel giorno dell'imposizione del voto di fiducia al Senato. "In questi mesi, si legge in una nota - le scuole e le piazze sono state l'epicentro della straordinaria mobilitazione contro il Disegno di legge della cosiddetta buona scuola". "L'unità di tutte le organizzazioni sindacali, il protagonismo delle Rsu, la grande partecipazione degli studenti, hanno costituito le condizioni perché si realizzasse questa grande e radicata mobilitazione, che ha avuto i suoi culmini nella splendida riuscita dello sciopero del 5 maggio e nella grande adesione allo sciopero degli scrutini. I presìdi e le manifestazioni sotto la Camera ed il Senato - prosegue la nota - si sono succeduti quasi quotidianamente con un successo di partecipazione e di consenso arricchito da un confronto costante con i parlamentari che hanno condiviso le ragioni delle iniziative di proposta e di protesta".     Il governo sfugge al confronto. "Il governo tuttavia, pur promettendo tante volte il contrario, si è sottratto ad ogni confronto ponendo la fiducia al Senato e procedendo senza tener conto del netto dissenso della scuola, delle associazioni studentesche, dei genitori, delle organizzazioni sindacali e dello stesso parlamento. La democrazia italiana sta subendo una forzatura gravissima ed inaccettabile. Il Governo Renzi vuole imporre con un atto di forza un provvedimento che non ha mai tenuto conto dei bisogni e delle voci del Paese reale".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.