Politica

Immigrazione, Renzi vede i governatori. E Zaia invoca la rivolta dei prefetti

Il governatore del Veneto: "Non rispondano più al telefono al governo". Renzi:"Gli immigrati in mezzo al mare si salvano". Maroni:"Vertice inutile"

Vertice a Palazzo Chigi tra i governatori delle regioni e il presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla questione dell'Immigrazione. L'incontro si apre con un siparietto tra Matteo Renzi e Luca Zaia con il premier che chiama il presidente del Veneto "compagno Zaia". Il governatore della Liguria Giovanni Toti è arrivato in ritardo, a riunione iniziata, e si è seduto al posto della Provincia autonoma di Trento. Il governo era presente, oltre che con il premier, con il ministro Alfano, i sottosegretari Gozi, De Vincenti e Bressa. Ma a tenere banco sono, ancora una volta le polemiche. Zaia (e con lui Maroni e Toti) non ha alcuna intenzione di cambiare linea. Anzi, intervistato prima di entrare a Palazzo Chigi, invita i prefetti alla rivolta: "Devono ribellarsi ?e rispettare le istanze dei territori, rappresentare nel mio caso i veneti fino in fondo, e non rispondere neanche più al telefono al governo". Nonostante tutto Renzi esorta ad un clima di condivisione: "Per risolvere il problema immigrazione ci sono due modi di procedere: uno è quello di rinfacciarsi il passato, ma non porta a niente. L'altro è quello di provare insieme a risolvere un problema. Più il Paese si mostra compatto meglio è". L'Italia insiste, "è un Paese serio, solido, la cui risposta sul tema dell'immigrazione deve essere condivisa e congiunta". Al termine della riunione, il governatore Maroni ha sottolineato l'inutilità dell'incontro: "Nessuna novità, proposta, soluzione ai problemi o alle sollecitazioni che ho fatto sui campi profughi. Mi pare una riunione assolutamente inutile continua il caos. Renzi ci ha riconvocato fra 15 giorni. Tornerò, ma spero che non sia come oggi.... La risposta del governo è stata che ne riparleremo. Mi pare assolutamente deludente. Ho chiesto di sapere il luogo dove si fa la verifica di chi è richiedente asilo e chi migrante. Non c'è possibilità di distinguerli. Non si può fare un rimpatrio. È incredibile. Assolutamente incredibile".     "Sicilia frontiera d'Europa" Il punto è che, nonostante la dura opposizione di Veneto, Lombardia e Liguria, Renzi non ha alcuna intenzione di fare passi indietro e, anziché affrontare la realtà di un'Unione europea che appare sorda rispetto alle richieste sommesse del governo italiano, parla di "un'Europa che  riconosce il problema, si apre una finestra di opportunità". La linea del premier è ormai chiara: "Per noi gli immigrati in mezzo al mare si salvano. Siamo orgogliosi e grati per quello che ha fatto l'Italia. Sul tema dell'accoglienza ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e a criteri di ragionevolezza. I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati. La Sicilia non è solo la frontiera d'Italia, ma dell'Europa". Ma per il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta il problema è di origine economica: "A Renzi abbiamo detto che l'immigrazione per la Sicilia in questo momento è un problema economico serio. Mi riferisco ai costi per la Sanità, ai costi sostenuti dai Comuni per l'accoglienza dei minori non accompagnati, al fatto che le cifre stanziate sono insufficienti. Noi riteniamo che bisogna aiutare le comunità, le città che accolgono i migranti. Diciamo basta agli slogan populisti. Credo che Renzi sposi questa linea. Comunque ci rivedremo prossimamente".     Maroni: "Non coinvolgere i territori crea tensioni" Secondo il governatore della Lombardia tra i fallimenti del premier ci sarebbe soprattutto la figuraccia fatta con l'Europa. "Questa è la strada sbagliata - insiste -, bisogna bloccare le partenze e poi ne parliamo. Ma finchè continuano ad arrivare non si può scaricare sui territori attraverso i prefetti con un atto di imperio di Roma senza coinvolgere i territori stessi e le Regioni. Questo metodo non funziona, crea reazioni, tensioni e una situazione ingestibile, da qui la nostra reazione. Bisogna cambiare metodo, confidiamo nel fatto che Palazzo Chigi possa modificare l'atteggiamento del Viminale".     Dalla Toscana sostegno al governo Di tutt'altro tenore la posizione delle Regioni cosiddette "rosse". La Toscana. spieta il governatore Enrico Rossi, garantisce al governo "la stessa collaborazione data quando era ministro dell'interno Maroni. Con la distribuzione in maniera diffusa degli immigrati - ha aggiunto - non abbiamo avuto particolari problemi, non dico che non sia un problema ma li abbiamo gestiti".

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