Politica

Il vitalizio di Veronica 1,4 milioni al mese

Il tribunale di Monza stabilisce gli alimenti che il Cavaliere dovrà versare all’ex moglie L'AVVOCATO "Non è normale ma poteva andare peggio"

Aveva chiesto più di 3 milioni al mese. Alla fine ne avrà la metà. Con il divorzio, Veronica Lario, la seconda moglie di Silvio Berlusconi, conquista un vero tesoretto. Lo ha deciso ieri il tribunale di Monza. Precisamente il Cavaliere dovrà versare a Veronica un assegno di mantenimento di 1 milione e 400 mila euro al mese, ovvero quasi 50 mila euro al giorno. È la cifra che il giudice Anna Maria Di Oreste aveva indicato durante l’udienza presidenziale della causa di divorzio, nel momento cioè in cui le parti in causa hanno rappresentato le loro istanze. A febbraio dell’anno scorso, il tribunale di Monza aveva sciolto il vincolo matrimoniale tra l’ex premier e Veronica Lario, lasciando da definire il lato economico. Ieri è arrivata la parola fine di una telenovela che ha mischiato per anni affari privati e impegno politico del Cavaliere. Il 3 maggio 2009 uscì la notizia della richiesta di separazione avanzata dalla Lario. Fu lei stessa a confermala all’Ansa. Una decisione irrevocabile, arrivata dopo quasi trent’anni di relazione. Silvio e Veronica si sono conosciuti, infatti, nel 1980, e si sono sposati il 15 dicembre di dieci anni dopo. La richiesta di separazione è stata annunciata dopo la visita del premier alla festa per i diciotto anni di una ragazza di Casoria, Noemi Letizia. Sullo sfondo le polemiche per le candidature alle elezioni europee di molte «veline» con il Pdl. Berlusconi cercò di recuperare. Ma ormai Veronica aveva preso la sua decisione, con tanto di lettera scritta ai giornali in cui denunciava le «figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notorietà». Ma i rapporti tra loro erano precipitati da tempo. Già alla fine di gennaio 2007, in una lettera a Repubblica , la Lario condannò alcune affermazioni del marito. Si riferì, soprattutto, alle sue parole nel corso di una cena di gala per la consegna dei Telegatti. «Se non fossi già sposato la sposerei subito» o «Con lei andrei dovunque», aveva detto il Cavaliere ad alcune signore presenti. Frasi che Veronica aveva giudicato «lesive della mia dignità, affermazioni che per l’età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all’uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l’occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente"». Le scuse arrivarono il giorno dopo, ma non servirono a molto. La battaglia legale era ormai inevitabile.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.