Politica

Confesercenti boccia Matteo: nessuna ripresa

Il 50% degli italiani ha uno stipendio che basta appena a coprire le spese

La ripresa è negli indicatori economici, ma non nei numeri in possesso della Confesercenti nazionale. Sette italiani su dieci non vedono decollare i consumi, quasi il 50% ha uno stipendio che basta a coprire le spese e gli imprenditori lottano con un peso fiscale sulle spalle, che li fa arrancare: otto su dieci non vedono inversione di tendenza. Snocciola dati impietosi Massimo Vivoli, Presidente di Confesercenti nazionale, che assegna voti bassi all'azione del Governo, ma anche qualche merito e che, soprattutto, ha chiari i presupposti dai quali si parte, imprese che vogliono fare soltanto il loro lavoro e che al Governo chiedono almeno di non ostacolarle: con il fisco, con la pressione fiscale, con una burocrazia lenta e impattante. L'annuale Assemblea della Confesercenti, quest'anno, si è tenuta a Genova. Ad ascoltare Vivoli, che succede allo «storico» presidente Marco Venturi, c'era una platea di imprenditori e commercianti ma anche di politici, a cominciare dal Sindaco di Genova Marco Doria, fino al Ministro per la Difesa Roberta Pinotti e in video il Ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti. Genova non è stata una scelta casuale. Piuttosto, la volontà di riaccendere i riflettori su una città ancora scossa dall'alluvione e di ricordare che, come in quella occasione i cittadini si sono rimboccati le maniche, così il Governo deve fare la sua parte e cavalcare l'onda della ripresa, sebbene minima, che gli indicatori economici intercettano. Il tessuto produttivo c'è ed è pronto a lavorare insieme alle istituzioni. Ma è sfiduciato e schiacciato dall'eccessivo prelievo fiscale. Quella ripresa che cittadini e imprese non vedono, ma piuttosto ritengono prioritario che il Governo vari una riforma del fisco che alleggerisca il peso delle tasse. «Il potere d’acquisto degli italiani, dal 2012, si è ridotto di altri 10 miliardi, nello stesso periodo i consumi sono calati di 12 miliardi – spiega Vivoli - Una situazione che ha pesato enormemente sul tessuto produttivo. Soprattutto sulle imprese più piccole: oggi in Italia, rispetto al 2007, ci sono oltre 300mila imprese individuali in meno». Gli italiani sono preoccupati e il 64% degli intervistati teme che un membro della famiglia possa perdere il posto di lavoro. Come se non bastasse, a pesare sull'innalzamento della disoccupazione dei giovani ci si mette la riforma previdenziale. «Il rapido innalzamento dell’età pensionabile – incalza il presidente di Confesercenti - ci ha portati quasi un milione di occupati in più, fra i 55 ed i 64 anni, di quanti ne avremmo avuti senza riforma. Un vero e proprio muro all’ingresso dei giovani». Cosa fare? La Confesercenti chiama a sé un «patto per la ripresa». Si comincia dalla riduzione del peso fiscale con la diminuzione degli sprechi e un'efficace lotta all'evasione. Chiede la rottamazione dello scontrino fiscale sostituito dall'invio telematico dei corrispettivi e dallo scontrino digitale. Si va avanti con la semplificazione, al secondo posto tra le urgenze delle imprese, quindi sciogliere il nodo del credito. Ancora, no alla liberalizzazione degli orari che ha penalizzato la piccola distribuzione e non ha portato alcun vantaggio alla grande; maggiore impegno contro l'abusivismo, una piaga da 13 miliardi di euro l'anno; tempi della giustizia più rapidi. Il Governo risponde all'appello. Il Ministro Galletti annuncia «un Piano nazionale contro il dissesto idrologico che vedrà impegnate oltre 7 miliardi di risorse» e firma un protocollo d'intesa con Confesercenti «che permetterà di gestire facilmente il post emergenza».

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