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Il decreto pensioni verso il via libera della Camera

Leonardo Ventura Il decreto legge sulla rivalutazione delle pensioni si dirige, a grandi passi, verso l'approvazione della Camera. Dopo un esame lampo delle proposte di modifica in commissione...

Il decreto legge sulla rivalutazione delle pensioni si dirige, a grandi passi, verso l'approvazione della Camera. Dopo un esame lampo delle proposte di modifica in commissione Lavoro, che non ha toccato l'impianto del provvedimento, mercoledì il provvedimento arriva in aula alla Camera. Il dl, che dovrà essere convertito in legge entro il 20 luglio, è in prima lettura quindi, dopo l'ok di Montecitorio, passerà al Senato. La novità principale introdotta dalla commissione riguarda le risorse per i contratti di solidarietà «difensivi» che, da 70 milioni di euro stanziati per il 2015 con il provvedimento, salgono a 290 milioni, con un incremento di 220 milioni. Mentre con un'altra proposta di modifica del governo, che recepisce le richieste della commissione, viene sterilizzato l'effetto negativo che avrebbe avuto la riduzione del pil nel 2014 sulle rivalutazioni. Il costo dell'operazione dovrebbe essere di circa 80 milioni. Il decreto legge è stato varato dal governo, per rispondere alla sentenza della Consulta, che ha dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo Inps, per gli anni 2012-2013. Con le misure contenute nel dl viene applicata una rivalutazione graduale, dei trattamenti pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo Inps, che decresce con l'aumentare dell'assegno. Con il decreto legge viene fissata una rivalutazione: del 40% per i trattamenti pensionistici di importo complessivo da tre a quattro volte il trattamento minimo Inps; del 20% per i trattamenti pensionistici di importo complessivo da quattro a cinque volte il trattamento minimo Inps; del 10% per i trattamenti pensionistici di importo complessivo da cinque a sei volte il trattamento minimo Inps. Per gli anni 2014 e 2015 è prevista una restituzione pari al 20% di quanto stabilito per il 2012 e 2013, che a partire dal 2016 sale al 50%. Gli effetti della sentenza della Corte costituzionale, connessi con il recupero integrale della deindicizzazione subita per il biennio 2012-2013, al netto degli effetti fiscali, ammontano a 17,6 miliardi per il 2015 (di cui 4,5 permanenti e il resto arretrati relativi al periodo 2012-2014 e 4,4 miliardi nel 2016. Il decreto legge contiene, inoltre, misure per incrementare di 1.020 milioni il Fondo sociale per occupazione e formazione, al fine di finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2015.

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