Politica

Voragini, frane, grandi opere: i cantieri non finiscono mai

Emblema della lentezza è la realizzazione della metro C

A Roma i cantieri durano anni. Siano semplici riparazioni stradali, piuttosto che grandi opere, ecco che si aprono i lavori, si mettono le transenne ma per sistemare tutto ci vuole sempre tantissimo tempo. Una dannazione per i romani. Ieri, dopo oltre due anni di attesa, è stata finalmente colmata la voragine di via Genzano, in zona Appio-Tuscolano. Qualche mese fa toccò’ alla buca «gemella» di via Filarete: anche lì i residenti furono «liberati» dopo oltre 24 mesi di prigionia stradale.   LE VORAGINI Ad ogni temporale, da un po’ di tempo a questa parte, in qualche zona di Roma si apre una crepa nell’asfalto. E di solito è una iattura, perché nel migliore dei casi passano settimane prima che si possa tornare alla normalità. Qualche esempio? Dal 27 maggio è chiusa viale Somalia, in direzione Salaria, per una buca di almeno 10 metri di profondità; sempre restando in zona Nomentana, c’e’ via Pisa che e’ interdetta al traffico dal 13 aprile scorso. Se ci spostiamo in centro la situazione non migliora, anzi. Via Rasella è transennata dal 6 febbraio scorso, sempre per voragine, come via di Porta San Sebastiano, questa volta per il cedimento del muro perimetrale. Voragine anche in via dei Banchi Nuovi, con lavori ìin corso” dal 9 aprile 2015. Saliamo verso Monte Mario e troviamo chiusa, dal 26 maggio scorso, anche viale dei Monfortanti. Ma la situazione più difficile la vive la zona che va da Via Prenestina a via Appia. Se ieri si è riaperta via Genzano, infatti, dal 5 giugno e’ chiusa via Patrica (sempre per voragine) che si incrocia proprio con la strada appena ripristinata. A fianco a Villa Lazzaroni, sede del Municipio VII, chiusa per voragine anche via Denina (dal 12 aprile), mentre sono ormai un mistero i cantieri di Largo Vercelli (Re di Roma), che durano addirittura dal 12 dicembre 2014.   LA PANORAMICA C’e’ voluto più di un anno anche per riparare ai danni provocati dal nubifragio dl 31 gennaio 2014, in zona Monte Mario. La cosiddetta «Panoramica» che collega via Trionfale con piazzale Clodio, e’ stata completamente riaperta il 7 giugno scorso. Un’opera da 4,6 milioni, per rimettere in sicurezza la collina sovrastante che era letteralmente venuta giù dopo le «bombe d’acqua» d’inizio 2014.   LE METROPOLITANE Certo, quando a Roma si parla di cantieri lumaca, la prima cosa che viene in mente sono le metropolitane. Ed in particolare la linea C. Il 29 giugno (se tutto andrà bene) aprirà anche il secondo tratto della metro, iniziata nel 2007. Secondo il programma, ad aprile 2011 doveva esserci stato già il primo viaggio da Pantano a San Giovanni: con 4 anni di ritardo, si inaugurerà fino invece fino a Piazza Lodi, mentre all’ombra della Basilica si giungerà forse nel 2016. Ma anche la linea B1 è andata per le lunghe: nel 2012 fu inaugurata, fra le polemiche, la tratta che va da piazza Bologna a Conca d’Oro (3 fermate), con lavori iniziati nel 2009; solo nel 2015, la B1 è arrivata a viale Jonio: 4 fermate in 6 anni.   I CANTIERI DELL’EUR Potremmo parlare delle piscine previste per i mondiali di nuoto del 2009 e mai realizzate, fra cui il mega impianto di Tor Vergata disegnato da Santiago Calatrava. O degli eterni cantieri (8 anni, ormai) ai Mercati Generali. Vale la pena pero’ soffermarsi sull’Eur: qui almeno tre grandi opere vanno da quasi 10 anni a singhiozzo, per un investimento totale di denaro pubblico di quasi 1 miliardo. C’è il Nuovo Centro Congressi, meglio noto come Nuvola di Fuksas, in corso dal 2006; l’Acquario sotto i laghetti dell’Eur, la cui prima pietra fu posata nel 2007; infine le Torri delle Finanze, mai finite.

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