Sembra una barzelletta, invece è vero: l’Ungheria costruirà un muro anti-immigrati lungo 175 chilometri al confine con la Serbia, una barriera per fermare il flusso di migranti che cercano di raggiungere il Paese. Lo ha candidamente annunciato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, precisando che il governo «ha ordinato al ministero dell’Interno di chiudere fisicamente il confine con la Serbia». «I lavori preparatori per la chiusura devono essere terminati entro mercoledì prossimo», ha sottolineato il ministro, aggiungendo che «naturalmente informeremo i nostri colleghi serbi sui dettagli» in una riunione prevista per il primo luglio. «Questa decisione non viola alcun trattato internazionale, altri Paesi hanno optato per la stessa soluzione», ha sottolineato il capo della diplomazia ungherese. «Di tutti i Paesi dell'Unione europea - ha aggiunto - l'Ungheria è quello che subisce la più forte pressione migratoria. Una risposta comune dell'Ue a questa sfida richiede troppo tempo e l’Ungheria non può più aspettare. Deve agire». Sì perché le cose a Bruxelles sembrano sempre andare per le lunghe. All’Expo, ieri, è arrivato il premier britannico David Cameron, che al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha assicurato che Londra collaborerà per risolvere l’emergenza profughi lavorando insieme alla nostra intelligence. «L’Italia - ha detto - non è sola. Per affrontare il problema serve un approccio globale per lavorare con i vostri servizi di intelligence in Sicilia - ha spiegato - dove noi metteremo gente e risorse per provare a interrompere i collegamenti tra la gente che cerca di partire nel Mediterraneo e gli scafisti». «Ci rendiamo conto, assolutamente, che è qualcosa su cui bisogna lavorare a livello europeo». E ieri è stato reso noto che i ministri degli Esteri di Italia, Germania e Francia hanno inviato una lettera a Federica Mogherini per chiedere all'Ue «più responsabilità» nell’affrontare l’emergenza immigrazione. Il testo, di cui è arrivata notizia a margine della visita a Berlino del titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, sollecita «una politica esterna sulla migrazione più attiva e inclusiva» da parte dell’Unione. I governi dei tre Stati fondatori hanno invitato l’Alto rappresentante per la politica estera a premere perché «l’Ue si prenda le sue responsabilità e agisca», facendo uso di «un ampio spettro di strumenti», sottolineando l’importanza dell'operazione navale Eunavfor Med.
E intanto l’Ungheria costruisce il muro
In via di realizzazione 175 chilometri di barriera al confine con la Serbia. Cameron: "Invieremo uomini e mezzi in Sicilia contro gli scafisti"
