Politica

Messi all’angolo dall’asse franco-tedesco

Tutti d’accordo sui rimpatri degli irregolari ma per Francia e Germania spetta all’Italia LEGGI ANCHE  Ora le navi della Merkel ci scaricano i migranti

L'Italia è stata messa nell'angolo sull'immigrazione, in Europa, dall'asse franco-tedesco. Nonostante ieri, il ministro dell'Interno Angelino Alfano - dopo il vertice in Lussemburgo con i ministri dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, e quello tedesco, Thomas De Maizière, abbia detto, nell'ordine, che «i rimpatri di irregolari sono la chiave di volta del sistema Ue», che «abbiamo chiesto ed ottenuto che le quote del meccanismo di ricollocamento dei migranti siano vincolanti per tutti perché - sostiene Alfano - è molto importante che per la prima volta si sia affrontato il tema del superamento di Dublino» e che «sui numeri dei migranti da redistribuire bisogna discutere ancora», per l'Italia la partita politica è lontana da un successo o anche da un pareggio. Vediamo perché, partendo appunto dalle stesse parole di Alfano e da alcuni dati. Secondo il Frontex (l'agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea) - e sono numeri che in Francia e Germania hanno destato timori e dibattiti - nel 2014 gli immigrati clandestini arrivati in Europa sono stati 283.532, con un incremento di oltre 170mila rispetto al 2013, in percentuale un + 164% e di questi oltre 220mila sono arrivati via mare, in maggioranza da Italia e Grecia, un 266% in più rispetto al 2013. Visti i numeri, vediamo perché l'Italia è in difficoltà in Ue. Per rimpatriare gli irregolari occorre identificarli, secondo Francia e Germania un compito che spetta al paese dove i profughi arrivano, quindi l'Italia. Significherebbe dover attrezzare, come vorrebbe la Francia, diversi campi profughi nel nostro Paese sperando che il flusso migratorio rallenti e con il rischio, nel caso non succedesse, di tensioni per la coesione sociale. Superare Dublino, dice Alfano, ma i tempi su questo sono più lunghi e sull'immigrazione c'è un'emergenza in corso. Perché superare Dublino? Perché il regolamento di Dublino è il principale documento adottato dalla Ue in tema di diritto dei richiedenti asilo. Il regolamento impedisce di presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro, e prevede che la domanda la esamini lo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell'Unione. Visto che la maggior parte dei migranti entrano da Italia e Grecia, a noi e ad Atene toccherebbe farsi carico di identificarli e, se avessero diritto all'asilo, ospitarli. Qui arriviamo ad un altro aspetto critico, il segnale della debolezza politica italiana e degli errori del Governo Renzi sul tema immigrazione. Le quote. Il punto chiave non è tanto redistribuire i profughi ma far si che le quote vengano assegnate sull'afflusso dei migranti e prima dell'identificazione. Al contrario, le quote su quelli già identificati non servirebbero ad alleggerire l'emergenza in Italia visto che sempre a noi spetterebbe l'identificazione, i cui tempi durano anche 24 mesi (altro aspetto su cui la Francia spinge per arrivare ad una riduzione a nove). Ieri, tanto per fare un esempio concreto, una nave militare tedesca , ha sbarcato 544 migranti in Italia, al porto di Reggio Calabria. Altro che quote! In questa morsa tra Parigi e Berlino, l'Italia e Renzi dovrebbero mettere i francesi davanti alle loro responsabilità sul caos in Libia, oggi vero porto di partenza per l'Europa. Sarkozy spinse per la guerra e oggi quel paese destabilizzato rappresenta un elemento di disordine continentale. Bisognerebbe convocare un vertice europeo, anche perché un intervento internazionale in Libia (secondo noi dovrebbe essere a guida italiana) non è più rinviabile. Ieri «Le Figaro», giornale liberale e non lepenista scriveva che Francia e Germania hanno sottolineato all'Italia che «la solidarietà passa per la responsabilità». Hollande e Merkel, insomma, non si fidano. Renzi, anziché smorzare, dovrebbe render la pariglia. Anche perché, come facciamo a fidarci dei francesi che, parole del loro Ministro dell'Ecologia, Ségolène Royal, dicono che «bisogna ripiantare in modo massiccio degli alberi perché c'è stata una deforestazione massiccia che è una delle cause del riscaldamento climatico e bisogna smettere di mangiare la Nutella perché c'è l'olio di palma»? Guerra alla Nutella e campi profughi in Italia. Per favore, Renzi, svegliati e qualcuno del nostro Governo dica ai francesi che non sono più i tempi di Napoleone.

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