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E gli indagati sperano nel Riesame

La Procura di Roma ha chiesto al Tribunale del riesame di confermare le misure cautelari emesse il 4 giugno scorso dal gip Flavia Costantini, nell’ambito del secondo filone di inchiesta su Mafia...

La Procura di Roma ha chiesto al Tribunale del riesame di confermare le misure cautelari emesse il 4 giugno scorso dal gip Flavia Costantini, nell’ambito del secondo filone di inchiesta su Mafia Capitale. Al vaglio del collegio giudicante la posizione di una decina di arrestati, tra cui Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno, e il consigliere comunale Giordano Tredicine, le cui difese hanno sollecitato la revoca del provvedimento restrittivo. Il tribunale, davanti al quale sono stati discussi i casi anche del consigliere comunale Massimo Caprari, del dirigente della Regione Guido Magrini e del funzionario del Comune Angelo Scozzafava, si è riservato di decidere. Il 22 giugno verranno esaminati i ricorsi di altri indagati. L’ultima volta che il Riesame si è espresso su questa storia è stato nel gennaio scorso. I giudici hanno parlato di Franco Panzironi, ex ad e deus ex machina dell’Ama, la municipalizzata dei rifiuti, e Luca Odevaine, che sedeva al Tavolo per l’emergenza nomadi. In cento pagine è stato descritto il ruolo svolto dai manager pubblici per il sodalizio criminale. Di Panzironi, da sempre uno degli uomini di fiducia dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, i magistrati hanno scritto che «mette al servizio dell’associazione criminale non solo la propria funzione, ma anche le proprie capacità di influenza sulle dinamiche politico/amministrative ed il proprio personale e stretto collegamento con Alemanno». Anche per Odevaine i giudici non hanno risparmiato giudizi pesanti. Per i magistrati l’ex capo della polizia provinciale ed ex vice capo di gabinetto di Veltroni «mostra di avere in spregio ogni principio di fedeltà e di buona amministrazione che dovrebbe condurre la sua opera».

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