Dalla valanga di allegati su Mafia Capitale emergono anche curiosi siparietti come quello che il 9 maggio 2013 descrive, nel trasmetterlo al pm Ielo, il Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza di Roma. Un politico di Grottaferrata è stato convocato negli uffici del Nucleo per una notifica. L’uomo, mentre viene redatto l’atto, racconta spontaneamente ai militari una circostanza che attira la loro attenzione, riferitagli direttamente da un suo amico commercialista di Grottaferrata di cui però non vuole fare il nome. Il commercialista gli avrebbe rivelato di essere stato avvicinato nientedimeno che da Marco Iannilli, il presunto «riciclatore» dei soldi di Mafia Capitale, che gli avrebbe offerto protezioni legali e copertura per un ex ufficiale della Finanza (anch’egli di Grottaferrata) da poco finito ai domiciliari in un’inchiesta della procura di Roma su false verifiche fiscali. L’uomo convocato dai finanzieri del Tributario - secondo la loro relazione - si china e trascrive su un foglio di carta il nome di Iannilli in stampatello poi, con una freccia, «lo associava ad un altro nome, sempre senza pronunciarlo: "Carminati"». «A specifica domanda dei rapportanti su chi fosse il commercialista», riporta ancora la Tributaria, l’uomo «trascriveva sullo stesso foglio, e senza pronunciare parola, il nome "Gazzani"». Infine, collegava quest’ultimo ad un altro duo noto alle cronache giudiziarie: quello di Anemone e Balducci. Infine l’uomo, al termine della ricostruzione la cui fondatezza è affidata al vaglio dei inquirenti, ripiegava il foglio e «subito lo riponeva nei pantaloni» prima di allontanarsi.
Gli intrecci ai vertici della banda
Dalla valanga di allegati su Mafia Capitale emergono anche curiosi siparietti come quello che il 9 maggio 2013 descrive, nel trasmetterlo al pm Ielo, il Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza di...
