Sospetti, «diffide», paure, sgomento. L’Assemblea capitolina difficilmente riuscirà a superare senza contraccolpi lo choc di Mafia Capitale. Con gli arresti di tre consiglieri di maggioranza e i «dubbi» su almeno altri quattro, sarà davvero dura rialzarsi. Alle porte ci sono provvedimenti importanti per il futuro della città, sui quali gli eletti in Aula Giulio Cesare dovranno prendersi le loro responsabilità. Ma saranno disposti a farlo? Sulla delibera di rientro dal «buco» di bilancio da 853 milioni, in votazione da giovedì, qualcuno si è sfilato facendo mancare il numero legale solo alla vista dei 37mila euro da restituire (con regolare fattura) alla 29 Giugno di Buzzi. E il timore che la «politica difensiva» possa impossessarsi di Palazzo Senatorio è sempre più realistico. OLIMPIADI E STADIO ROMA Prendiamo la questione dello Stadio dell’As Roma. Domani il sindaco Ignazio Marino riceverà il progetto dai tecnici del club giallorosso. Questo poi dovrà andare in Aula per l’approvazione definitiva. Sui terreni dove dovrebbe sorgere l’impianto, tuttavia, ci sono in ballo contenziosi giudiziari che potrebbero spingere i consiglieri a rimandare il voto. Non rinviabile, invece, la mozione con cui l’Aula entro il 30 giugno deve approvare una mozione in favore della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. La melina del Consiglio ha già fatto irritare il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i cui rapporti con Marino non sono dei migliori. E di traverso si mette anche Sel, con il capogruppo Gianluca Peciola che avverte: «Nessuna opera nuova per le olimpiadi, solo valorizzazione dell’esistente». FIERA DI ROMA E METRO C In calendario da settimane, ma sempre all’ultimo posto, la delibera su Fiera di Roma. Per salvare l’ente, infatti, il Comune deve ordinare la vendita del vecchio sito di via Cristoforo Colombo. Molti consiglieri hanno però annunciato di non volersi prendere la responsabilità di firmare un atto definito «poco chiaro». Ma senza quella delibera l’ente Fiera rischia il fallimento entro l’anno. Altro tema importante è la Metro C: bisogna decidere se andare avanti oltre Piazza Venezia, e con quale schema. Fra indagini penali e contabili, ci sono aperte al meno 6 inchieste sul tema. Oggi il comitato «Metro x Roma» ha organizzato un flash-mob a Chiesa Nuova per perorare la causa della prosecuzione dell’opera. Ma, nonostante l’urgenza, tutto appare ancora molto lontano. GIUBILEO E COMMISSARIO Intanto prosegue il lavoro per rimettere insieme i cocci della maggioranza. Ed evitare strappi irrimediabili fra il Pd e Ignazio Marino. Il primo cittadino vorrebbe passare alla storia come il «sindaco del Giubileo»: l’idea di essere commissariato lo manda in bestia. Resta il fatto che tutti, anche gli uomini a lui più vicini, ritengono imprescindibile l’affiancamento del prefetto Franco Gabrielli. Si sta così cercando una formula diversa per indorare la pillola al sindaco, provando a trovare un sinonimo di «commissariamento»: «affiancamento», «collaborazione», «team», potrebbero essere le alternative per non ledere l’ego del chirurgo. La formula preferita a Palazzo Chigi è quella di «coordinatore» di una cabina di regia. TOTO COMMISSIONI La sensazione è che il Consiglio riuscirà a ripartire davvero solo ultimata la partita delle commissioni. Compito assai arduo. Maurizio Policastro è quasi sicuro di sostituire Alfredo Ferrari al Bilancio. Ma ora la grana riguarda Erica Battaglia, in conflitto d’interessi fra il suo ruolo di dipendente di una coop e quello di presidente della commissione Politiche Sociali. Lei ora vorrebbe la presidenza del Commercio, che Orlando Corsetti non vuole mollare, a costo di uscire dalla coalizione. Difficile che il rebus possa risolversi entro domani.
Mafia Capitale blocca il Campidoglio
Delibere ferme e consiglieri nel panico: l’Assemblea Capitolina non riesce a lavorare
