Politica

Militanti Pd in rivolta: "Perché tesserarsi?"

Via alle iscrizioni al partito romano. Con l’incubo flop

«Siamo sul territorio tutti i giorni, ci spendiamo come volontari e sentirci dire "Tanto ve magnate tutto". È pesante. Si deve far chiarezza, perché la base soffre. Siamo arrabbiati. Domani (oggi, ndr) faremo un banchetto al mercato per il nuovo tesseramento: ci hanno telefonato il 7 gennaio, ma ancora non abbiamo tanto le idee chiare. Il clima non è bello». Testaccio, ore 11.30 di ieri, al Circolo Pd di via Zabaglia Valeria Corsi, del Direttivo, è impegnata a dare una mano a chi ha difficoltà col pagamento dei tributi. «Facciamo anche tante altre iniziative qui e poi ci accomunano con tutta questa storia di Mafia Capitale. Se ne esce solo facendo pulizia - si sfoga - La delusione è tanta. Sono garantista, ma ognuno deve comunque fare i conti con la propria coscienza. Come andremo ora a chiedere alla gente di iscriversi? Non lo so come ci metteremo». «La demoralizzazione è tanta, ma bisogna ripartire riaprendo in modo coraggioso», aggiunge il segretario Claudia Santoloce. Nel giorno in cui il Pd romano riapre le danze del tesseramento con tanto di Regolamento fresco di approvazione da parte della Direzione romana che introduce, tra l’altro, il costo aumentato di 10 euro (oltre che il tesseramento «on the road»), la pancia Dem, in rivolta contro la nomenklatura del malaffare e le ultime decisioni del partito, non trattiene lo sdegno. Rivuole la politica con la P maiuscola, condanna Mafia Capitale, chiede autocritica. E vuole vederci chiaro sul futuro. Dirigenti, militanti, simpatizzanti, esponenti territoriali: i commenti e gli umori registrati nel viaggio de Il Tempo attraverso i circoli romani del Pd nei diversi quartieri della città battono un unico refrain. «Ho scritto ai nostri iscritti per l’apertura del tesseramento. Noi siamo gente per bene, ma io non mi ci voglio identificare con questi! E non ci sto a essere messa al massacro: voglio sapere i nomi dei signori delle tessere. Vogliamo una svolta», tuona il segretario del circolo storico di via de’ Giubbonari Giulia Urso. «Doloroso quanto accaduto, ora è necessario distinguere tra circoli vivi e altro. Noi non siamo di quelli dove l’unico sponsor era un esponente di partito», le fa eco Flavia Ponzi. «C’è disgusto per tutta questa corruzione. Non dobbiamo dirci vittime inconsapevoli. Io mi assumo tutta la responsabilità di non avere avuto strumenti politici per intercettare un sistema incistito. Sto cercando di stare serena mentre le parlo, ma dentro sto male: abbiamo tutti responsabilità politiche», si lascia andare Maria Teresa Di Sarcina accogliendoci nel circolo Marconi di cui è segretaria. Non riesce a trattenere gli occhi lucidi: «Prendo una sigaretta». Alla porta ancora la «cicatrice» dell’incendio dello scorso dicembre «quando è venuto il sindaco, nel periodo in cui è scoppiata Mafia Capitale». «C’è smarrimento – continua - i nostri militanti vivono un clima molto complicato. Il peso politico di tutto questo è enorme e lo si può superare solo rifondando il partito dalla base. Orfini ha la grande responsabilità per fare un’operazione di pulizia, selezionando la classe dirigente. Il costo della tessera aumentato proprio ora? Un provente in più per la Federazione, ma è conseguente all’abolizione del finanziamento pubblico». Poi ci scherza su: «Domani (oggi, ndr) venga, aprirò il banchetto al mercato di via Cardano. Magari ci tireranno qualcosaà». Al «Vassallo» di Ostiense solo quattro persone avanti con l’età, giocano a carte: «Militanti? Non ci stanno qua militanti, lasci perde’». È categorica Francesca Leoncini, consigliere in III Municipio: «Inaccettabile la mancanza di rispetto della Federazione romana, troppa disorganizzazione sul nuovo tesseramento, mancano perfino le tessere. Sono perplessa che ci venga presentato un Regolamento non passato al vaglio dei circoli, avamposti di prossimità del partito, convocati comunque qualche giorno fa sulla Festa dell’Unità». «Non sarà semplice, dovremo essere bravi a spiegare che se si vuole ripulire serve partecipazione, per cambiare un partito che ha anche fallito», si accoda Federico Spanicciati del circolo Pd Donna Olimpia. «Un brutto colpo Mafia Capitale: l’inchiesta deve andare fino in fondo, va dimostrato che la parte buona c’è», dice la segretaria del Pd Trionfale Letizia Gallacci. «Indispensabile la pulizia» per il segretario del circolo Pd Mazzini Susanna Mazzà. Tira le somme Flavio Conia (Pd Garbatella): «Ci dicono che siamo il male assoluto, ma solo per colpe di alcuni: è questo che dà fastidio ai nostri militanti. Aspettiamo la mappa del partito: servono interventi dovuti sui circoli. Paghiamo per chi si è fatto corrompere».

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