Politica

"Ancora soldi a Buzzi?". Il Campidoglio va in tilt

Spuntano nuovi debiti con la 29 Giugno. E i consiglieri si rifiutano di votare la delibera

Ennesima giornata di confusione per Comune di Roma e Regione Lazio. In Assemblea Capitolina manca ancora il numero legale per approvare la delibera sulla copertura del maggior disavanzo emerso dal riaccertamento straordinario e ammontante a oltre 853 milioni di euro. Sul tavolo ci sono anche la variazione al bilancio 2015 e il bilancio pluriennale 2015-2017, ma la maggioranza di centrosinistra non riesce ad andare avanti. In Regione, invece, va in scena il giallo su Marco Vincenzi: il governatore Nicola Zingaretti lo dà per indagato, poi ritratta.     NIENTE SOLDI A BUZZI La seduta in Aula Giulio Cesare procede fino all’ora di pranzo a singiozzo. Dopo l’Inno di Mameli la presidente Baglio sospende subito i lavori per mancanza del numero legale. Si riprende dopo mezz’ora, vengono bocciate alcune pregiudiziali dell’opposizione, il consigliere di Noi con Salvini Marco Pomarici denuncia l’assenza del sindaco Marino in viaggio a Londra. Poi la seduta viene di nuovo sospesa. Sempre per mancanza del numero legale. Si riprende di nuovo, il consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato fa un intervento-fiume parlando praticamente di tutto lo scibile umano relativo a Roma Capitale, mentre i consiglieri di maggioranza escono ed entrano dall’emiciclo, parlottano tra loro, ignorano il collega che intanto parla, parla, parla. L’andirivieni dai banchi della presidenza è continuo e non risparmia neanche gli interventi dei grillini. Alla fine il numero legale cade di nuovo: la seduta viene aggiornata in seconda convocazione lunedì 15 giugno. E pensare che la delibera andava approvata entro il 14. Ma perché tanta difficoltà a mantenere il numero legale? Colpa di Mafia Capitale. In Campidoglio, come accade anche a Montecitorio, le verità più scottanti si apprendono alla bouvette. Così tra un caffè e una sigaretta, sono tanti i consiglieri che confidano: «Nella maggioranza alcuni colleghi non vogliono votare la delibera perché vorrebbe dire dare altri soldi a Buzzi». Infatti, dall’Allegato B si apprende che tra i fondi passivi potenziali al 31 dicembre 2014 figurano 32.135,40 euro in favore della Coop 29 Giugno a fronte della fattura numero 350 del 5/10/2009 sul servizio di guardiania diurna e notturna della Città dell’Altra Economia. Ma ci sono anche 4.960 euro sempre alla 29 Giugno per la fattura numero 306 13/6/2008 per un residuo di pagamento per i servizi di manutenzione ordinaria dell’area verde di via degli Olmi. «Chi si assume la responsabilità di dare altri soldi alla Coop?», bisbligiano alcuni consiglieri. E si tratta di 37mila euro su un passivo residuo di 853 milioni...     CONTI FUORI CONTROLLO Roma Capitale nel 2014 ha fatto male i conti infatti per 853 milioni di euro. E ora dovrà recuperare spalmando tutto per 30 anni, fino al 2045 con rate di 28 milioni l’anno. Nel fondo passività potenziali al 31/12/2014, oltre ai 37mila euro dovuti alla 29 Giugno, ci sono diverse partite ben più pesanti economicamente. Dagli extracosti per l’atto attuativo di Metro C al contenzioso da 25 milioni per il campo sportivo di via di Tor di Quinto 57. Dai mancati incassi della Tares stimati in 135 milioni al rimborso per multe inesistenti, pari a 38 milioni di euro. Ci sono poi 20 milioni (sui 90 milioni totali) derivanti dai soldi promessi dall’assessore alla Mobilità, Guido Improta, al Consorzio di imprese che sta realizzando la linea C della metropolitana, fondi mai riconosciuti dal Cipe. Ma non è tutto. Altri 26 milioni sono la parte dello scorso bilancio accantonati per il contenzioso Tevere Tpl, che Atac e il Comune sperano però di vincere. Altri 98 milioni di euro sono stati accantonati per il contenzioso con Colari, per la gestione della discarica di Malagrotta, vicenda che al momento sembra essersi conclusa a favore di Roma Capitale. Ma non è tutto, perché il Campidoglio ha sbagliato a calcolare diverse entrate, o comunque non è stato in grado di recuperare i propri crediti. La voce più importante è sempre quella relativa alle contravvenzioni al codice della strada: si erano calcolati incassi per le multe pari a 960 milioni di euro, ma ne sono entrati appena 178 milioni, lasciando un buco di ben 782 milioni di euro. I revisori dei conti del Campidoglio chiedevano, codice alla mano, l’approvazione del provvedimento da 853 milioni entro il 15 giugno. Lunedì è l’ultima chiamata.     CAOS IN REGIONE Anche per via Cristoforo Colombo non è una bella giornata. In un’intervista al Tg5 il governatore Nicola Zignaretti dice: «Mi sento un amministratore che lotta per la legalità, e che fa di tutto per fermare tentativi di aggressione. Ci hanno provato anche qui e salvo due casi non ci sono riusciti. Io e Marino siamo due amministratori che in due condizioni diverse stanno conducendo la stessa battaglia». Poi ammette: «Non si può dire che non ci si è accorti di nulla. Sicuramente non ci si è accorti dei reati. Noi abbiamo una giunta regionale che non ha nessun membro coinvolto. C’è stato purtroppo un arresto del capogruppo dell’opposizione, il mio capo di gabinetto che è sotto indagine e il capogruppo del Pd. In uno stato di diritto non bisogna avere pietà per nessuno se colpevole, ma quello che io credo sia un argine anche alla barbarie, è permettere a tutti di difendersi». La frittata è fatta: Zingaretti lascia intendere che, come Maurizio Venafro, anche Marco Vincenzi sia indagato e in effetti è sottoposto a indagine da parte del Ros. Quanto basta per scatenare i grillini. Valentina Corrado attacca: «Zingaretti s’è finalmente accorto che Vincenzi è indagato». Pronta la smentita di via Cristoforo Colombo che prova a rimettere le cose a posto: «La Regione non ha alcuna ulteriore informazione in merito alla posizione giudiziaria di Vincenzi». Ma la gaffe è fatta e la Corrado incalza: «Il governatore è ormai in confusione».

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