«Mi auguro di poter avere presto un’altra occasione per portarLe personalmente i miei saluti e il sostegno mio e di tutta la Lega Nord per rinforzare i buoni rapporti e la cooperazione tra l’Italia e la Russia, malgrado le scelte del governo italiano di mettere sanzioni contro la Russia, da noi fortemente criticate fin dall’inizio». È uno dei passaggi della lettera che il leader del Carroccio Matteo Salvini ha fatto recapitare ieri a Vladimir Putin. Il segretario della Lega, impegnato all’Europarlamento in una seduta proprio sui rapporti tra Europa e Russia, non è riuscito a incontrare il capo del Cremlino. Anzi, da Strasburgo ha attaccato pesantemente il premier italiano Matteo Renzi, che con Putin si era intrattenuto in mattinata a margine della visita all’Expo di Milano: «Questi hanno la faccia come il bronzo - ha attaccato Salvini - c’era Renzi che accoglieva Putin all’Expo coi sorrisoni e nello stesso momento i parlamentari del suo Pd votavano all’Europarlamento un documento per chiedere aumento sanzioni alla Russia». «Ma come si fa essere così deficienti da combattere contro Putin quando il nemico sono i tagliagole islamici?» la conclusione del leader della Lega. Che, non potendo incontrare il presidente russo, ha incaricato Gianluca Savoini - suo portavoce nonché presidente dell’associazione Lombardia-Russia - di consegnare ai diplomatici di Mosca la lettera per Putin. Nella quale, tra l’altro, vengono ricordati i «valori comuni» condivisi con la Russia: difesa delle identità e della sovranità nazionale. Nel testo anche un riferimento al primo incontro avuto sempre a Milano il 17 ottobre scorso, ai margini del vertice euroasiatico, ricordato da Salvini «come uno dei momenti per me più significativi» nei rapporti internazionali che la Lega ha iniziato a tessere in maniera continuativa e coordinata. Chi, invece, non si è fatto sfuggire un vis a vis con l’amico di sempre è stato Silvio Berlusconi. A causa della fitta agenda di Putin, però, l’incontro si è tenuto in serata all’aeroporto di Fiumicino, nella sala riservata ai capi di Stato. Al presidente russo, il leader di Forza Italia ha ribadito il proprio personale impegno per rompere l’isolamento in Europa del Cremlino. Una posizione, peraltro, sposata in parte anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. Anche se al termine della giornata le posizioni sui vari dossier internazionali non sembravano essersi granché avvicinate. E a prendersi i titoli dei giornali è stato ancora una volta Putin, che ha attaccato pesantemente le ultime posizioni dell’Unione Europea: «Le sanzioni per il conflitto ucraino - ha detto il leader russo - non devono essere un ostacolo reale per la cooperazione tra Italia e Russia» e, se si vogliono salvare i progetti comuni, «o si eliminano, o si apportano modifiche». Putin ha fatto notare inoltre che, a causa delle sanzioni occidentali contro la Russia nel settore militare, le imprese italiane hanno avuto un miliardo di euro di mancati guadagni. Nell’incontro con il Papa in Vaticano, Bergoglio gli ha chiesto «un grande sforzo per realizzare la pace» in Ucraina. E i due hanno convenuto «sull'importanza di ricostruire un clima di dialogo e che tutte le parti si impegnino per attuare gli accordi di Minsk».
Silvio vede Putin, Salvini gli manda una lettera
Il messaggio del leader leghista: «Contrari alle sanzioni, con te condividiamo tanti valori»
