Politica

Immigrazione, è guerra tra i prefetti e la Lega di Salvini

Il leader del Carroccio è pronto ad occupare le prefetture. Ma il prefetto di Milano assicura: "Pronti a fare la nostra parte, attendiamo le direttive e gli invii che il governo effettuerà"

Le affermazioni del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che intende tagliare i trasferimenti della Regione ai sindaci che accoglieranno nuovi immigrati ha scatenato un fiume di polemiche e l'ira dei prefetti che hanno subito commentato le parole pronunciate ieri dal governatore leghista. Eppure, la Regione andrà avanti nell'intento sostenuto anche dalle stravaganti iniziative di Matteo Salvini che si dice pronto ad occupare le prefetture per evitare l'accoglienza di altri migranti.. Lo ha confermato lo stesso Maroni, rispondendo alle critiche sulla fattibilità di quanto annunciato ieri. "Farò quello che ho detto - ha spiegato Maroni - io non faccio proclami o annunci, faccio quello che ho detto". Del tema, ha spiegato il governatore lombardo, è stato incaricato di occuparsi l'assessore Massimo Garavaglia: "Stiamo facendo una serie di proposte. Si può fare? Certamente sì, si può fare e lo farò. Parlo dei fondi della Regione non di quelli del governo". Alle obiezioni dei costituzionalisti sulla legittimità dell'iniziativa, Maroni si è limitato a rispondere: "Non si preoccupino". Il governatore lombardo attacca Renzi: "Il presidente del Consiglio, se c'è un problema, cerca di risolverlo e non dice "è colpa mia o è colpa tua", siamo alle comiche", dice rispondendo a Matteo Renzi, che ha richiamato le responsabilità dei precedenti ministri dell'Interno sull'attuale ripartizione degli immigrati. "Prima - ha detto a margine dell'assemblea di Confcommercio - era sempre colpa di Berlusconi, ora è colpa di Maroni. Questo governo non sta risolvendo il problema degli immigrati. Non accetto più che il governo decida scavalcando la Regione". "Il tema dell'immigrazione è serio e voglio risolverlo - ha poi aperto Maroni - sono disposto a discuterne con il governo. Io ho messo il dito nella piaga, il problema dell'immigrazione è assai rilevante e molto sentito dai cittadini e va gestito in modo diverso. Il ministro Alfano ha detto che vuole fare come ho fatto io? Benissimo, io ho fermato gli sbarchi dopo la primavera araba", aggiunge ribadendo quanto aveva scritto su Twitter in precedenza, "Alfano dice che su immigrazione vuol fare come me: bene cominci a fermare sbarchi, come avevo fatto io nel 2011 dopo Primavera Araba". Il governatore della Lombardia ha poi chiesto che il governo faccia "una battaglia in Europa": "Renzi metta i pugni sul tavolo e prenda per il bavero i ministri dei vari Paesi europei". Tornando alla Lombardia, il governatore ha invitato il presidente del Consiglio a dare alla Regione "i 160 milioni che vanta per le spese sanitarie degli immigrati". "io ho posto un problema - ha concluso Maroni - ho ricevuto accuse ed offese, qualcuno ha parlato di metodi mafiosi e ne risponderà agli avvocati".   Salvini: siamo prondi a occupare le prefetture. "Siamo pronti a presidiare, occupare le prefetture che vogliono requisire" spazi per ospitare gli immigrati. Lo ha sostenuto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, intervistato a Radio Padania Libera. "Abbiamo già dato - insiste il leader del Carroccio - la gente dice basta.Questo è un business ed è un male sia per gli immigrati che per gli italiani che per gli immigrati regolari". Per quanto riguarda le dichiarazioni di Renzi, Salvini ribatte: "Ha guidato l'Europa per sei mesi e non ha fatto nulla. Non puo' dire ora che l'Europa non fa... Spero che la parabola del chiacchierone stia velocemente declinando"   Chiamparino: "Le proposte di Maroni sono illegittime". "È sbagliato dare segnali di divisione tra le regioni proprio mentre Renzi fa battaglia in Europa perché il problema immigrazione sia affrontato in modo coordinato e unitario". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, tornando sulla questione profughi. "La mossa di Maroni - ha ribadito Chiamparino - è strumentale per mettere insieme vecchi e nuovi presidenti di Regione di centrodestra. Maroni sa benissimo che la sua posizione è illegittima ed è attaccabile dal punto di vista politico". Questo "perché - ha spiegato il governatore - se il governo facesse come vuole fare lui, taglierebbe i fondi alla Regione Lombardia perché disattende ad un accordo tra le regioni e il governo dell'agosto 2014, quando decidemmo di farci carico tutti, in modo equilibrato, di chi arriva in Italia fuggendo da fame e guerra". In generale secondo Chiamparino a regime "bisognerebbe puntare a organizzare centri di primissima accoglienza nei paesi da cui queste persone partono, poi corridoi umanitari che consentano loro di scappare da fame e guerra, sottraendo i loro viaggi al traffico illecito degli scafisti". E ha concluso "mi colpisce che ci sia chi fa politica sulla pelle di migliaia di persone che scappano dalla fame e dalla paura".     Boldrini: Maroni agisca con senso di responsabilità."Chi ha ruoli istituzionali deve agire sempre con senso di responsabilità". A sottolinearlo è la presidente della Camera, Laura Boldrini, in merito alle dichiarazioni del governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha minacciato di tagliare i trasferimenti ai sindaci che accoglieranno nuovi migranti. "Nei momenti difficili - ha affermato Boldrini a margine di un convegno a La Sapienza - tutto il Paese deve saper rispondere e questo significa fare sistema e dimostrare anche agli Paesi che l'Italia non si tira indietro di fronte alle sue responsabilità". L'Italia, ha proseguito, "è un grande Paese che ha risposto in tante fasi storiche alle sue responsabilità e lo farà anche in questo caso. Dobbiamo dare l'esempio e dimostrare che siamo un Paese coeso".       Gentiloni: "Dobbiamo essere uniti". Critiche a Maroni vengono, tra gli altri, anche dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Le affermazioni di Roberto Maroni, che ha minacciato di tagliare i contributi ai Comuni che dovessero accogliere immigrati, spiega Gentiloni, "non aiutano, perché siamo in una condizione in cui il Paese deve reagire in modo unito, chiedere di più all'Europa come stiamo facendo". A margine di una conferenza organizzata a Expo e dedicata ai Paesi africani, Gentiloni ha chiarito che è, invece, necessario "contribuire alla soluzione dei problemi, non crearne e mi sorprende che invece ci sia chi si esercita a crearne di nuovi".     Morcone: "Maroni e Zaia sbagliano". Sull'accoglienza dei profughi immigrati "Maroni e Zaia hanno torto. Sono sicuro che se il presidente della Regione Lombardia avesse avuto un attimo di riflessione e avesse fatto ricorso ad un supplemento di comprensione, non avrebbe pronunciato quelle affermazioni". Lo sostiene il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno. Secondo il prefetto le parole di Maroni e Zaia non sono avventate ma "sono collocate un poco più in là dell'azzardo, tenuto conto che sono parole che minano il senso unitario della comunità nazionale, sfregiano la solidarietà civile che non conosce confini geografici e fa giudicare alcune proposizioni non se sono vere o false ma, spesso, prive di significato". "Voglio sottolineare la nitidezza dei numeri. La Sicilia - spiega Morcone - accoglie il 22% degli immigrati che giungono in Italia, dietro di lei Lazio e Campania. La Lombardia nonostante possa apparire terza in classifica nazionale, rispetto al numero degli abitanti e al Pil regionale, due criteri per la ripartizione dei migranti, è decisamente in debito di accoglienza. In coda, Veneto e Valle d'Aosta. Un terzo dei migranti accolti in Italia, minori esclusi, è distribuito in due regioni: Sicilia e Lazio, che ospitano rispettivamente il 22% e il 12% dei 73.883 totali. Il Veneto è tra le grandi regioni del Nord quella che ospita meno persone, con il 4%, mentre chi ha meno migranti è la Valle d'Aosta, che ne ospita solo 62", conclude il prefetto.     Anche il presidente dei sindaci siciliani, Leoluca Orlando, attacca Maroni. "Noi sindaci non vogliamo essere considerati complici del genocidio in corso nel Mediterraneo. Ed è per questo motivo che oggi a Berlino, per rispondere all'invito ufficiale del Parlamento tedesco, il Bundestag, illustrerò il contenuto della Carta di Palermo, approvata lo scorso marzo, al termine del convegno internazionale "Io sono persona", sulla mobilità umana internazionale". Lo ha detto il sindaco di Palermo e presidente dell'Anci Sicilia, replicando al governatore lombardo Roberto Maroni, che ha minacciato tagli ai Comuni che accolgono profughi. "Voglio ricordare -ha aggiunto Orlando- che nel 2011 fu siglato un accordo tra Stato, Regioni e Anci per fronteggiare l'emergenza Nord Africa con l'obiettivo di trovare una soluzione condivisa per dare un aiuto concreto a chi soffre e a chi è costretto a lasciare la propria terra d'origine per fuggire a guerre, soprusi e violenze. Adesso, con l'assurda presa di posizione di Maroni, ci ritroviamo con dichiarazioni e intenti di tutt'altra specie che ci lasciano di sasso non solo per la durezza ma per la totale mancanza di umanità. A nome dei Comuni siciliani come presidente dell'Anci Sicilia -ha concluso Orlando- voglio confermare la cultura dell'accoglienza delle comunità siciliane che, in contrasto con gli egoismi europei, determinano una soffocante complicità e un vero e proprio genocidio. Se l'Ue non vuole continuare ad essere complice di questa strage degli innocenti, deve prendere in considerazione la Carta di Palermo, che prevede l'abolizione di quello che è diventato un vero e proprio strumento di tortura: il permesso di soggiorno".     Il prefetto di Milano, risponderemo alle direttive del governo. "Milano attende le direttive e gli invii che il governo effettuerà e risponderà secondo i criteri generali". Lo ha affermato il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, dopo che il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha diffidato i Comuni della regione ad accogliere nuovi immigrati. "Io non ho ricevuto nulla, alcuna lettera o indicazione - ha spiegato il prefetto, con riferimento alle nuove indicazioni del governatore lombardo - comunque sono vicende di carattere politico che non spetta al prefetto valutare". A Milano "i centri di accoglienza sono abbastanza pieni", ha poi precisato Tronca a margine dell'assemblea di Confcommercio, "ma siamo sempre pronti a fare la nostra parte in termini di solidarieta'".

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