Politica

De Luca vuole far cambiare la Severino

"Io sono a posto, è il Parlamento che deve rimediare a un errore". Ma il premier aveva promesso: "Nessuna legge ad personam"

Chi ieri, nel grigiore totale della tv italiana, si è trovato a guardare Raitre verso le 14,30 ha potuto assistere a un match da fare invidia a Juventus-Barcellona. A «In mezz’ora», condotto da una Lucia Annunziata particolarmente in palla, c’era Vincenzo De Luca, Governatore della Campania eletto con quasi un milione di voti e ora alle prese con il pasticcio Severino. De Luca ha iniziato parlando della grande vittoria del Pd alle Regionali anche se la mancanza di coesione e certo non la sua vicenda, è costata al partito la Liguria: «Ora i cittadini invece dell’uomo di ghiaccio, si ritrovano l’uomo surgelato». Ma le prime battute sono servite solo a scaldarsi i muscoli. Lo scontro vero non poteva che essere sulla Severino. Lucia ha accusato il suo interlocutore di essere uno che non rispetta la legge e questo, in una Campania devastata dall’illegalità, è la più grave delle colpe. A Vincenzo, meridionale e meridionalista (ma non campano, è nato vicino Potenza), uno che politicamente non ha mai perso, nemmeno stavolta, si sono gonfiate le vene del collo. Ma ha mantenuto la calma, rispondendo con energia e misura. «Si stanno dicendo cose false, che non fanno parte della realtà, io mi sono candidato sulla base di un diritto costituzionale che dice che io sono candidabile ed eleggibile, come è stato ribadito dal Tar». E ha aggiunto: «Io sono nel pieno rispetto delle leggi, che prevedono che ti puoi candidare e correre e poi scatta la Severino», che può avviare la procedura «per la sospensione e non la decadenza». E l’incontro dell’altro giorno con Matteo Renzi? Con il presidente del Consiglio venerdì a Palazzo Chigi, ha proseguito De Luca, «abbiamo preso atto che c’è una contraddizione» nella Legge Severino, «ma a me questo non importa, è il Parlamento che la deve correggere e in un anno e mezzo ancora non ha trovato il tempo di farlo». Questo vuol dire che la Severino va cambiata e che, in qualche modo, il premier lo ha riconosciuto. Peccato che abbia assicurato a mezzo mondo che mai e poi mai avrebbe fatto una modifica «ad personam» per De Luca. Il governatore ha proseguito affermando che «le leggi vanno rispettate e la Severino va rispettata rigorosamente e religiosamente come tutte le leggi. Finché c'è», naturalmente, ha precisato De Luca, «ma siccome non siamo un paese di rimbambiti, se ci accorgiamo che una legge non funziona, il Parlamento cominci a a ragionare». La Severino, ha detto ancora «viola la Costituzione. Sto dicendo la stessa cosa di Cantone, dopo tre anni va fatto un tagliando». E poi, con l’Annunziata che continuava a tirare bordate ha voluto chiarire per cosa e quando è stato condannato: «Per abuso d’ufficio - ha detto - per aver nominato otto anni fa un dirigente del Comune project manager anziché coordinatore del gruppo di lavoro, in un Paese nel quale si nominano decine di project manager». Infine non ha voluto svelare il nome del vice che, per forza di cose, dovrà prendere il suo posto, ma «farà sognare». «Allora sarà una donna - ha risposto l’Annunziata - solo le donne fanno sognare». E il match si è chiuso come Barcellona-Juventus: 3-1 per De Luca.

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