In questi ultimi giorni, nel centrodestra, è cambiata la domanda. Non è più «quanto consenso ha Salvini?» ma: «Ce la farà a diventare leader nazionale?». L’obiettivo si snoda lungo tre direttrici. La prima riguarda l’appeal istituzionale. Matteo Salvini, utilizzando una metafora, ha dichiarato subito dopo il voto regionale di essere pronto a indossare giacca e cravatta. Non è un’indicazione da poco. Significa consapevolezza di quanto sia importante acquisire un profilo istituzionale, intavolare relazioni con interlocutori diversi appartenenti a mondi diversi, alcuni dei quali non parlano il linguaggio delle ruspe e delle t-shirt (e qui sta la seconda direttrice, quella dei temi). Prova se n’è avuta l’altroieri, con l’intervento al meeting dei giovani imprenditori di Confindustria di Santa Margherita Ligure, dove il Segretario della Lega ha dato conto della sua proposta di politica economica, che, nel tempo, è stata veicolata meno rispetto agli argomenti immigrazione e sicurezza. Il risultato è stato il bicchiere riempito a metà. Lato negativo: ai giovani di Confindustria non piacciono i toni anti euro di Salvini a cui hanno - anche loro - appiccicato addosso l’adesivo del «populismo». Lato positivo: il confronto avviato, il cui prosieguo è visto con favore da entrambe le parti. E veniamo al tasto più difficile, la terza direttrice, cioè l’espansione territoriale. La tornata elettorale di domenica ha dimostrato che, al momento, il progetto di Salvini di «sfondare al Sud» attraverso la lista che porta il suo nome non ha avuto un buon esito. «Noi con Salvini» che correva in Puglia, appoggiando Adriana Poli Bortone, ha ottenuto il 2,2%. Sul fronte amministrative, alle Comunali di Matera, ad esempio ha raccolto un minuscolo 0,6%. Idem a Manfredonia. Meglio in alcuni comuni siciliani, ma comunque molto lontano dal 12,5% del dato nazionale. Ciò dimostra che il percorso è ancora tutto da compiere, e non bisogna trascurare che Salvini è partito tre passi indietro, a causa della narrazione profondamente anti meridionale che compone il bagaglio politico della Lega (e anche suo personale). Per questo, il leader del Carroccio ha bisogno di portare in squadra personalità che possano riconciliarlo con l’elettorato da Roma in giù. Rispondendo a due criteri. Da un lato radicamento sul territorio, dall’altro lato la non appartenenza a vecchie dinamiche clientelari. Così, dopo che è approdata alla Lega Barbara Saltamartini, proveniente da Ncd ma ancor prima di esperienza di An, ora pare che nel radar di Salvini ci sia l’ormai ben poco alfaniana Nunzia De Girolamo. Di mese in mese, è diventato sempre più profondo il solco tra le posizioni della deputata beneventana e la linea di Ncd, la cui permanenza acritica al governo ne ha completamente mortificato la natura «da centrodestra» della proposta politica. Un crescendo di distinguo, quello di Nunzia De Girolamo, confermato ieri durante una conferenza stampa a Benevento. «O Ncd esce dal governo o io esco dal partito come mi chiede il mio elettorato», ha detto. «Questa posizione mi era già chiara prima del voto – ha proseguito – tant’è che la richiesta avanzata ai miei di uscire dal governo mi è costata la carica di capogruppo». Di un approdo di Nunzia De Girolamo verso altri lidi si parla da mesi, e in un primo momento sembrava fosse possibile un ritorno nell’alveo di Berlusconi, poi frenato da qualche freddezza di troppo in Forza Italia. Ora, l’ipotesi Lega, a cui una figura come la sua sarebbe funzionale. E poi, di fronte ad una Forza Italia la cui sopravvivenza all’ordalia elettorale non ha comunque cancellato le incognite sulla prospettiva, nella Lega sembrano più chiare le mosse da compiere e gli obiettivi da raggiungere. A partire, appunto, dall’abbandono della veste prettamente nordista. A tal proposito sarà cruciale l’appuntamento di Pontida, il prossimo 21 giugno. In cui, a quanto pare, la tradizione sposerà un linguaggio nuovo, quello delle «Italie diverse» (teoria di Gianfranco Miglio) che si ritrovano. Il pratone, quindi, dovrebbe diventare sintesi fisica tra diverse identità che compongono il nostro Paese, ognuna con i propri simboli. Molto difficile che il messaggio passi da subito, ma per ogni cammino bisogna pur muovere i primi passi.
Salvini, attrazione fatale, De Girolamo verso la Lega
La deputata è ormai in rotta con Ncd
