Politica

La musica non cambia

Multiservizi allo sfascio per favorire cinque coop

Pulizie nelle scuole, bidelli, mense, cura degli spazi verdi. Un appalto pubblico da 15 milioni di euro l’anno che doveva passare per forza alle cooperative. E ora, nonostante tutto, la storia rischia perfino di ripetersi. Con buona pace di più di 3000 lavoratori. Nell’estate del 2014 la Roma Multiservizi, società partecipata della municipalizzata dei rifiuti Ama, doveva essere smantellata e i suoi appalti ceduti tutti al Consorzio Nazionale Servizi. Proprio quel Cns di cui Salvatore Buzzi era membro del consiglio di sorveglianza e che vedeva fra le sue consorziate la Coop 29 Giugno, leader in quel momento degli appalti per il centro Italia. Non solo, perché dirigente del Cns è tuttora anche il capogruppo della Lista Marino, Luca Giansanti (non indagato in Mafia Capitale), citato nelle intercettazioni del Ros fra i consiglieri che Buzzi dice di aver contattato per votare favorevolmente su alcuni debiti fuori bilancio di suo interesse. La decisione su Roma Multiservizi arrivò dall’alto, senza passare dall’Assemblea Capitolina, e fu presa dalla Giunta Marino. Il progetto portava la firma dell’allora assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, fedelissima dell’attuale sindaco. Lo stesso Ignazio Marino, di fronte alle proteste dei lavoratori, sostenne fino all’ultimo la necessità di trasferire gli affidamenti al Consorzio. Furono i dipendenti della Multiservizi, che guadagnano dai 500 ai 900 euro al mese, a far cambiare idea all’amministrazione capitolina con presidi, proteste, occupazioni. Finché dalla parte dei dipendenti non arrivò a schierarsi anche il direttore generale, Daniele Fortini, costringendo in quel frangente Marino a fare un passo indietro, lasciando Csn e 29 Giugno a bocca asciutta. Ma quella lezione non servì. E su Roma Multiservizi non sono bastati nemmeno i collegamenti con l’inchiesta di Mafia Capitale, che la vedeva sempre penalizzata. L’impegno era di risolvere la questione entro un anno, ma oggi, a 12 mesi di distanza, ci ritroviamo nella stessa situazione. La questione del passaggio a Cns ormai è superata. Ma ora il problema è un altro: l’amministrazione comunale, attraverso il neo assessore alla Scuola, Paolo Masini, è intenzionata a proporre una gara a 5 lotti che, entro la fine di luglio, distribuirà forse a cinque coop diverse i servizi scolastici. Un appalto al massimo ribasso e senza clausola di salvaguardia, che porterà all’inevitabile licenziamento di una parte dei 3000 lavoratori. E ieri si è venuto a scoprire che, forse approfittando del caos mediatico provocato da Mafia Capitale, durante la Giunta di venerdì è stato dato il via al bando tanto contestato. La notizia ha scatenato i lavoratori che si sono radunati sotto Montecitorio. L’obiettivo è spingere il Governo a intervenire almeno per salvare i posti di lavoro. E far sì che l’ennesimo servizio pubblico non finisca in mano sempre alle solite coop (almeno quelle che si sono salvate dall’ondata giudiziaria).

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