Politica

Affitti a peso d’oro

Per il centro anziani nello scantinato il Comune sborsa 26mila euro l’anno

Un affitto spropositato per uno scantinato adibito a centro anziani nel quartiere De Sanctis. E il Comune di Roma che dal 1997 paga ben 26mila euro l’anno al Cooperativa Deposito Locomotive Roma San Lorenzo. Quest’ultima, è finita nella seconda ondata dell’inchiesta su Mafia Capitale, anche attraverso l’arresto del suo presidente, Santino Dei Giudici. L’ennesimo punto d’incontro fra l’inchiesta di Affittopoli e quella del Mondo di Mezzo. Per il centro di via Ferraironi 94, nei pressi Villa De Sanctis (zona Casilina), il Comune di Roma spende la ragguardevole cifra di 26.122 euro ogni anno, per la precisione 2.176 euro al mese. La superficie dei locali è di 263 mq, ma quello che stupisce è che il centro è posizionato in un seminterrato, dove tra l’altro gli iscritti hanno denunciato perdite d’acqua e una condizione insalubre degli ambienti, a causa dell’umidità. Lo stabile risulta essere di proprietà della Deposito Locomotive Roma San Lorenzo srl, antica coop rossa della Capitale, che spesso dialoga con le amministrazioni pubbliche e che ha affittato la sede di via Ferraironi al Comune nel 1997. «Nella scorsa consiliatura - racconta Daniele Rinaldi, consigliere municipale di Fratelli d’Italia - abbiamo presentato e fatto approvare un documento che impegnava il presidente Giammarco Palmieri, ancora oggi in carica, a individuare uno spazio alternativo, già di proprietà del Comune. Ma questo non è mai avvenuto». Quello che stupisce è che in tanti anni non si sia mai cercata un’alternativa valida. Specialmente negli ultimi mesi, quando le richieste di trasferimento si sono fatte più incessanti. Gli spazi ci sarebbero, eccome, secondo Giovanni Brugnoli, storico iscritto del centro: «C’è il Casale Garibaldi - racconta - che il Comune di Roma ha dato in concessioni a Circoli che pagano un affitto irrisorio. Inoltre nella scuola Francesco Baracca di via Guattari sono disponibili degli spazi che sembra stiano assegnando a ulteriori associazioni». Residenti e iscritti hanno anche raccolto la scorsa primavera ben 300 firme per denunciare la situazione esistente: «Sono stati invitati tutti - ricorda Brugnoli - dal Comune al Municipio, ma non è venuto nessuno. Poi, per iscritto, i consiglieri municipali si sono detti impotenti per risolvere la situazione esistente e hanno prospettato l’idea della chiusura del Centro per inagibilità dei locali. Penserei male se sull’argomento ci fosse omertà?».

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