Mafia Capitale sfruttava le emergenze del Comune di Roma. L’obiettivo: ottenere affidamenti straordinari, corrompendo (o provando a farlo) i consiglieri dell’Assemblea capitolina affinché votassero per approvare i «debiti fuori bilancio», sbloccando così i pagamenti e incassando milioni di euro a pioggia. Questo il sistema che emerge dalle carte della Procura di Roma, basato anche sulle intercettazioni operate dai carabinieri del Ros. E che ha portato, fra gli altri, all’arresto del consigliere del Centro Democratico Massimo Caprari. Indagato anche Salvatore Nucera, collaboratore dell’assessore all’Ambiente Estella Marino ma, di fatto, capo segreteria dell’ex capogruppo Pd Francesco D’Ausilio. Nelle intercettazioni, il capo della 29 Giugno, Salvatore Buzzi, parlerebbe anche di mazzette promesse al presidente della Commissione Bilancio, Alfredo Ferrari, e al capogruppo della Lista Marino Luca Giansanti, entrambi non indagati. DAI MAIALI AI MIGRANTI La procedura è simile a quella rilevata durante la prima tornata di arresti, il 2 dicembre. Tutti ricordano l’emergenza rifiuti del Natale 2013, quando nel quartiere Boccea furono trovati dei maiali a grufolare fra l’immondizia. Quella volta fu chiamata di corsa la 29 Giugno, che si accaparrò un affidamento per la pulizia straordinaria delle strade pari a 4,9 milioni di euro. Una spesa non prevista ma irrinunciabile, quindi iscritta fra i «debiti fuori bilancio». Questo l’iter: i debiti vengono certificati dalla Ragioneria, inviati in Commissione Bilancio e poi spediti all’Assemblea capitolina per l’approvazione. E di questi debiti in ballo c’erano 31 voci, pari a 20 milioni di euro. Tanti ne furono approvati il 30 ottobre 2014. Uno in particolare stava molto a cuore a Salvatore Buzzi: quello relativo al MiSna (Minori non accompagnati), dell’importo totale di 11,2 milioni di euro, di cui 2,6 milioni «verso i soggetti riconducibili a Buzzi». «VOGLIONO 30MILA EURO» Per ottenere quelle approvazioni, Buzzi & Co. avrebbero messo sul piatto decine di migliaia di euro, da destinare ai membri dell’Assemblea. Trattative che sarebbero iniziate dall’estate. «Il contenuto delle conversazioni - si legge nell’ordinanza - permette di sussistere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Ferrara e Buzzi (...) avente ad oggetto la promessa ai consiglieri comunali da parte dei predetti indagati della somma di euro 130.000, a fronte dell'approvazione del debito fuori bilancio». La frase più controversa riguarda proprio i consiglieri Ferrari e Giansanti, che non sono indagati: «Vogliono 30mila - dice Buzzi al telefono - 15 Luca (Giansanti) e 15 Ferrari, extra del pacchetto di 100, tant’è vero che dopo che gli ho detto sì, già è uscita l’agenzia che è Ferrari che cambia i numeri in bilancio dietro gli altri, perché non mi va’ di dire agli altri che Luca e Ferrari pigliano i soldi». Contatti anche con Salvatore Calogero Nucera (indagato), legato all’allora capogruppo del Pd Francesco D’Ausilio, che nell’ambito della «spartizione», secondo i magistrati «manifesta contrarietà per essere trattato come gli altri, benché ‘pezzo da novanta’». ASSUNZIONI DOPO IL VOTO Nei frangenti più caldi della trattativa Buzzi chiamava tutti i consiglieri. Nelle carte sono indicate telefonate a Giordano Tredicine (Fi, arrestato), Sveva Belviso (An, non indagata), Svetlana Celli (Lista Marino, non indagata), Francesco D’Ausilio (Pd, non indagato), Giovanni Quarzo (Fi, indagato), Giulia Tempesta (Pd, non indagata) e Erica Battaglia (Pd, non indagata). Oltre a Mirko Coratti (Pd, arrestato). Tutto però si risolve. Il 30 ottobre, alle 18.17, Caprari manda un sms a Buzzi: «Delibera debiti fuori bilancio approvata. Ho votato favorevole. Ciao». Buzzi provvederà ad assumere le persone indicate da Caprari in un incontro privato. POLITICA INNOCENTE Fra i non indagati, le posizioni più delicate sono quelle di Ferrari e Giansanti, che Buzzi afferma di aver pagato.Il presidente della commissione Bilancio ha dichiaro la «completa estraneità ai fatti illeciti riportati». Dello stesso tenore Giansanti: «Non ho ricevuto nulla, sono totalmente estraneo a questa vicenda, l’ho letta sconcertato». D’Ausilio si è detto sorpreso di quanto appreso sul proprio capo segreteria, augurandosi che «possa chiarire tutto» e, da parte sua, dichiarandosi «estraneo a quanto stava avvenendo».
Tangenti per i maiali nei cassonetti
Mazzette ai consiglieri comunali per votare finanziamenti rapidi sui rifiuti LEGGI ANCHE La spartizione dei lotti per l’appaltone Recup - Le mani della banda sui canili comunali
