Garantisti e colpevolisti hanno emesso sentenze opposte prima del processo: è solo mafia parlata, Buzzi lo sanno tutti che è un chiacchierone e millantava, non c’è un omicidio, un solo ferito, non ci sono armi, droga, estorsioni, vincoli associativi classici della criminalità organizzata, dicono i primi. Non è vero, è il "sistema" che è assolutamente criminale e organizzato, tra minacce, vendette, ritorsioni, omertà e politici a libro paga di un’organizzazione mafiosa tipica, controbattono i secondi. Sia come sia, allo stato degli atti giudiziari, l’evidenza ci regala un presunto sistema corruttivo/criminale senza precedenti a Roma e, di conseguenza, una seccatura politica non più rinviabile: sciogliere o non sciogliere il consiglio comunale di Roma per infiltrazioni mafiose? All’interrogativo va data immediata risposta perché tra assessori e consiglieri comunali arrestati e/o indagati, tra appalti infetti e rapporti interpersonali basati su mazzette a fine mese, il connubio politica-criminalità sembra farla da padrone. E se le cose stanno come appaiono allora ci si dovrebbe porre un’altra domanda: perché in qualsiasi altro comune d’Italia, a parità di reati contestati, il prefetto manda tutti a casa e a Roma ciò non accade? Si dirà: ma non si può sciogliere per mafia la Capitale d’Italia. Il danno d’immagine a livello internazionale sarebbe gigantesco. Pensa che figuraccia col Giubileo alle porte. Tutto vero, giusto, sacrosanto. Ma la legge è legge, e vale per tutti anche se - ne siamo certi - nel caso in cui al posto di Marino vi fosse stato Alemanno, qualora gli arrestati e gli indagati anziché del Pd avessero militato nel centrodestra, non ci sarebbe voluta la seconda tranche dell’inchiesta per arrivare a chiedere le dimissioni. Però oggi non c’è Alemanno, c’è Marino. E per evitare l’onta di uno scioglimento per mafia da più parti arrivano suggerimenti al passo indietro del sindaco che avrà tanti difetti (e li ha) ma sulla cui onestà personale non ce la sentiamo di dubitare. Solo Il Tempo - nel circo mediatico - l’ha incalzato quotidianamente con devastanti inchieste sul business dell’emergenza immigrati e rom. Dalla maggioranza rispondevano sempre che eravamo intolleranti o razzisti perché denunciavamo lo spreco milionario sui campi nomadi e i centri per rifugiati. Ora che l’inchiesta penale ci dà ragione e che molti detrattori si ritrovano nei guai non ci piace maramaldeggiare e dire "ve l'avevamo detto". Ma se invece di aspettare i carabinieri del Ros la politica avesse preso atto di quel che andiamo scrivendo da due anni anche sulle coop di Buzzi, la nostra bistrattata città non farebbe il giro del mondo con fotomontaggi alla Der Spiegel: l'immagine del Colosseo, la amatriciana e nel piatto una 44 magnum: 44, come gli arrestati per mafia a Roma.
Ve lo avevamo detto e ridetto
Garantisti e colpevolisti hanno emesso sentenze opposte prima del processo: è solo mafia parlata, Buzzi lo sanno tutti che è un chiacchierone e millantava, non c’è un omicidio, un solo ferito, non ci...